“Un segno invisibile e mio” Aimee Bender minimum fax

 

“Niente piano. Niente dolci. Niente atletica. Niente. Sono innamorata dello smettere. A suo modo è un’arte.”

“Un segno invisibile e mio”, pubblicato da minimum fax, invita a riflettere sulle strategie per sopravvivere al dolore.

Mona ferita dalla malattia del padre, dal grigiore che ha invaso la casa, dalla madre che finge normalità, alza barriere contro il mondo.

Si chiude a riccio imparando a diventare ombra.

La distanza che si impone è accompagnata da tanti rituali scaramantici, segno di un’infanzia frenata nel suo sbocciare. Unica grande passione è la matematica e in una scuola elementare riesce a far sperimentare ai suoi piccoli allievi la magia dei numeri, il gioco delle probabilità, la capacità di rappresentare il proprio disagio.

Già in “L’inconfondibile tristezza della torta al limone” Aime Bender traccia la psicologia dei personaggi creando un’aura di mistero e di attesa.

In questa nuova prova narrativa mostra che bisogna attraversare le sfide che l’esistenza ci impone trovando una via di fuga.

Rispetto alle raccolte di racconti, “Creature ostinate” e “La maestra dei colori”, il realismo magico viene amalgamato con l’ironia e una maggiore consapevolezza critica.

Un romanzo che conferma le rare qualità letterarie della scrittrice perché non è facile saper inventare e condividere  un proprio codice di resilienza.