“Alabama” Alessandro Barbero Sellerio Editore

La scrittura di Alessandro Barbero in “Alabama” è una calamita, una montagna di emozioni, un fiume in piena.

Il romanzo, pubblicato da Sellerio Editore, racconta una delle pagine più buie dell’America.

La Guerra di Secessione non è più evento studiato a scuola, è materia viva, è sangue e morte, è partecipazione, attesa, dolore.

A raccontare un vecchio reduce sudista.

Lo ascoltiamo con rispetto e nel linguaggio colloquiale, nei ricordi spezzati, nei piccoli aneddoti la testimonianza si fa struggente.

E quella giovane studentessa che prende appunti diventa simbolo di un presente che deve imparare ad avere spirito critico.

In questa asincronia temporale si sviluppa il senso della letteratura.

Portare alla luce il passato per comprendere l’oggi.

Non incontriamo eroi ma uomini che forse non hanno nulla da perdere.

Scarpe rotte, abiti sbrindellati e una fame atavica.

Si ha la sensazione che non abbiano consapevolezza di essere in Guerra, si sono trovati coinvolti per sfuggire alla povertà.

Le loro chiacchiere sono come il vocio di una umanità legata alla sua terra da un sentimento ereditato, da un bisogno di possesso inconscio.

L’odore delle stoppie che bruciano, la pulitura del cotone, il lavoro pesante affidato ai “negri”: riflessioni disordinate che si accumulano mostrando l’altra faccia di una Terra dove i diritti vengono scanditi dal colore della pelle.

“E poi non abbiamo più visto niente per via del fumo, e noialtri continuavamo a sparare lo stesso lì in mezzo, che non era certo il momento di risparmiare le munizioni.”

Il silenzio teso del campo dopo la battaglia, i lamenti dei feriti, l’aria ferma: un film in bianco e nero mentre la tensione narrativa cresce.

L’ eccidio di neri è una folata di vento gelido, è la follia che non può ripetersi.

Il messaggio è forte e non concede dubbi.

Si è grati allo storico Alessandro Barbero per averci consegnato un testo palpitante, una memoria che deve essere scritta nelle coscienze di tutti.