“La libreria sulla collina” Alba Donati Einaudi Editore

 

Di Alba Donati abbiamo apprezzato le poesie, dove la parola ha girovagato nei meandri delĺa mente, in perfetto equilibrio tra innovazione e tradizione.

Lo stesso pathos empatico, la freschezza linguistica, l’originalità della forma li ritroviamo in “La libreria sulla collina”, pubblicato da Einaudi Editore.

Un testo brioso, aperto alla speranza.

Immancabile nella libreria dei bibliofili per gli infiniti e raffinatissimi suggerimenti.

Per gli accostamenti letterari, l’analisi critica delle opere citate, l’incontro con gli autori amati.

Un paradiso dove ritrovare la voglia di leggere, ideale per chi ha perso la curiosità.

Un sogno che si avvera a dimostrazione che non ci sono chimere impossibili.

Storia di una donna che sfidando le leggi del mercato editoriale apre una libreria in un piccolo centro.

Lucignana con i suoi 180 abitanti, chiusa tra le montagne dell’Appennino lucchese, diventa laboratorio culturale, sinergia di menti, progetto condiviso.

“Come mi è venuto in mente?

Le cose non vengono in mente, le cose covano, lievitano, ingombrano la nostra fantasia mentre dormiamo.

Le cose hanno gambe proprie, fanno un cammino parallelo in una zona di noi che noi non sappiamo nemmeno lontanamente dove sia e a un certo punto bussano: eccoci, siamo le tue idee pronte per essere ascoltate.”

Immagine suggestiva che restituisce il valore e la potenzialità del pensiero.

Quel pensiero che ci caratterizza, ci rende unici, ci invita ad esserci.

Colpisce che l’embrione di questa nostra capacità ideativa sia già presente nell’infanzia e questa affermazione ribalta le teorie evoluzionistiche, rende giustizia a quella fase della vita dove tutto sembra possibile.

Ed è questa traslazione nel tempo ad affascinarci.

Vi avviso: siamo solo all’inizio di un viaggio che ci porterà lontano.

È la gestione degli spazi, la scelta dei libri, il rapporto con il lettore, le tante iniziative a farci sentire quel luogo sperduto la nostra casa.

Casa dove potremo imparare cosa significa leggere e meditare, ritornare ad un verso e provare a collocarlo nel nostro presente, sentire che la letteratura è vita.

Nella scelta della location c’è una forte necessità di ritrovare le radici.

Quelle radici contadine e libertarie, quei ricordi che vanno preservati.

Memoria e cultura vanno a braccetto, si stringono forte e superano le difficoltà.

Organizzato come un diario, diviso in mesi, il testo costruisce una cadenza temporale, scandisce le date.

Ricorda che ogni giorno è dono e ricordo.

L’11 febbraio che vede unite nel gesto estremo Sylvia Phath e Amelia Rosselli.

Per loro e per Virginia Woolf bisogna continuare.

E Alba ci prova, resiste alle fiamme che tentano di distruggere ciò che ha costruito, non si arrende al

lockdown.

Si genera una rete di solidarietà ed ognuno fa la sua parte con gioia e generosità.

Sembra di vivere in un mondo ideale, caldo, accogliente.

Una tazza di tè, chiacchiere e risate, progetti e pagine da rileggere.

Il tramonto sul “Prato Fiorito”, gli acquazzoni improvvisi, il vento e il gelo dell’inverno.

Il paesaggio non è corollario, ma attore principale.

Ci sono pagine che emozionano perchè rispecchiano ciò che pensiamo.

“Chi scrive combatte contro la trama affinchè si depositi, nel cuore del lettore, l’essenziale.

Io scivolo sugli scaffali e so che dentro i libri che ho scelto c’è sempre un dolore, una sconfitta.”

Leggere per non svanire nel nulla, per trasmettere ai più giovani la voglia di conoscere, per non dimenticare il passato.

Un invito che suona come una melodia:

Non stanchiamoci di ricominciare da capo.”