Angolo Poetico “Confusione di stelle” Alda Merini Einaudi Editore

 

 

 

“Parmi d’essere dentro nell’oriente

ove ricchezze sono sí fruttuose

che non sono da noi nell’occidente,

ove fioriscon certe strane rose e balsami e profumi

prontamente per le donne che amano amorose:

in quei profumi io getto il cuore mio

per amarti secondo il tuo desio.”

 

 

“Sono donna di avere la ragione?

Credo di no, poiché mi innamorai della tua stanca e florida stagione;

su un giardino di inverno io mi affacciai,

eppure credo amore mio fiorito che al tuo anello si appresti questo dito.”

 

 

“Apriti amore e fammi vedere il sesso dove fiorisce il senso del pudore,

sono Saffo infinita che vuole annegarsi nel tuo germe pallido:

a me i sussurri delle pietre lontane,

a me il galoppo dei tuoi cavalli!

Orfeo che grondi fiori, guarda

e patisci dei suoi fianchi segreti

e Venere che incalza sul piedestallo delle memorie giovani;

il cantare mitico diventa musica dentro i tuoi occhi.”

@MindVillage1 recensisce “Ballate non pagate” Alda Merini Einaudi Editore

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Le liriche della Merini riflettono la ricchezza, la ridondanza di immagini vissute e ricordate: “Liberatemi il cuore/ da questa assurda stagione d’amore/ piena di segreti ricordi” ( Ballate non pagate, Einaudi 1995).

La raccolta delle ballate comprende liriche dal 1989 al 1994, cioè dopo il Tutto, dopo il manicomio, dopo la guarigione e le ricadute, dopo la rabbia contro Dio, dopo quello che la Merini definì come un inferno terreno: “mi piace anche l’inferno della vita e la vita spesso è un inferno” (intervista alla poetessa).

Le ballate però dimenticano questo rapporto-scontro fra la poetessa e il mondo, raccogliendo piuttosto storie reali, tangibili, ritratti di personaggi (G. Manganelli, M. Perri, “Titano”), presenze “cercate nel quotidiano da una donna forse stanca di Dio … un Dio a lungo chiamato e oggi un poco accantonato per aprire più decisamente le braccia al pagano, da sempre rimasto sull’uscio.” (Laura Alunno, prefazione al testo).

Sono la certificazione dei legami vissuti, come in “Sei la finestra a volte/ verso cui indirizzo parole/ di notte, quando mi splende il cuore/ e il pudore è vano”.

“Ballate non pagate” sta appunto per quei passi, quei tratti di vita “non pagati”, quell’amore donato gratuitamente e ricambiato quasi sempre con poco più di niente.

Nella poesia d’apertura “Io come voi” Alda Merini che non ha mai smesso di cercare “l’altro”, cerca in queste parole un’identificazione con l’altro.

Sebbene il suo dolore sia stato intenso e non paragonabile, così come non lo è il dolore di nessuno (che non ha la stessa misura per tutti), lei non si sente diversa, sente di aver vissuto la sua storia, la sua vita, sente di far parte di quel tutto che è il dolore che accomuna ogni essere umano.