“50 suicidi più 50 oggetti contundenti” Alessandra Carnaroli Einaudi Editore

 

“preparo il giorno

del mio trapasso stendo

la pasta sfoglia passo

passo come dice benedetta

detto cotto

le presine da forno

sentiranno

la mancanza quando

cadrò

di sotto”

“50 suicidi più 50 oggetti contundenti”, pubblicato da Einaudi Editore, è una raccolta poetica provocatoria e divertente.

Nessuna punteggiatura e un verso breve, incisivo, immediato.

È la parola che diventa flessibile, si presta ai giochi verbali, alle incidentali.

Un rincorrersi di pensieri accelerati, spinti dalla forza motrice di uno scarto sul quotidiano.

Oggetti e luoghi riassemplati diventano pericolosi tentatori.

Dalla casa, incontrastato spazio femminile, alla strada e in questo passaggio si cela un’impennata che sposta l’attenzione dal soggetto all’oggetto.

“fingersi migrante a rosarno

raccogliere pomodori

attenderne di notte

il lancio.”

Il disagio contemporaneo trasformato in un palcoscenico da osservare.

“aprire casseforti e cassapanche

provare gonne di due taglie più piccole

rifare uguali spezzatini “

Ripetitività di gesti che sulla carta mostrano l’assurdità di una recita sempre uguale.

Alessandra Carnaroli spezza la prigione dell’avvio, racconta il mondo rovesciato dove ogni donna è padrona di sè stessa.

Torna a guardarsi e a guardare, ad indagare quel vuoto che attrae come un gorgo.

Rendendo esplicito “il suicidio” compie un atto liberatorio.

Si fa terapeuta del lettore e lo invita a scrollarsi di dosso il dolore del vivere.

“di morte apparente

mi risveglio

al canto

delle vecchie

nel primo banco.”

La scena cambia bruscamente e ruota su sè stessa.

Dal suicidio all’omicidio perchè?

Ci si ferma attoniti e piano piano forse si comprende.

Una scarpa con il tacco, la tazza con la faccia di mafalda, la statuina di Biancaneve, la palla di vetro con l’angioletto: scarti nella stanza della mente.

Metafore di un indefinito malessere.

Polverosi contenitori del nulla.

Si può immaginare una coppia nella danza tragica dell’autodistruzione.

Mi piace pensare che non ci saranno vinti e vincitori, il sangue si trasformerà in fiore donato a chi cerca pace.