“La treccia della nonna” Alina Bronsky Keller Editore

 

“Le prime settimane in Germania mi erano passate davanti come se fossi stato immerso nella nebbia, e adesso mi sembrava di essermi risvegliato.”

Max è un ragazzino sveglio, per nulla turbato delle attenzioni ossessive della nonna.

Tra mille divieti cerca di osservare ciò che lo circonda con la curiosità di chi comprende poco il mondo degli adulti.

Si chiede cosa li abbia spinti a lasciare la Russia e non riesce a vedere quel futuro migliore che si aspettavano.

È nipote ma poco conosce dei suoi genitori, argomento tabù insieme a tanti altri che potrebbero svelargli il passato.

Voce narrante di “La treccia della nonna”, pubblicato da Keller Editore e tradotto da Scilla Forti, ci conduce per mano all’interno di una famiglia molto particolare.

A tenere le redini è Margarita Ivanovna, ex ballerina, intransigente e ostica.

Il nonno è personaggio secondario, poco incline alla ribellione.

Una trama lineare finchè non entra in scena Nina, giovane pianista, malinconica creatura.

Succede un imprevisto che cambierà il destino di tutti e mostrerà che amore è condivisione.

Una vecchia valigia svela strani segreti che aprono spiragli di conoscenza sulle stranezze del destino e invitano a studiare le figure che animano il romanzo con più attenzione.

Si coniugano caratterialità forti a personalità rassegnate e in questo binomio si sviluppa il filo conduttore del testo.

Mai sentirsi sconfitti ma incedere con determinazione, accettare le sfide, provare ad integrarsi, esserci per gli altri, superare gelosie e fraintendimenti.

Una commedia divertente, con una prosa veloce, una scrittura che sa rappresentare la migrazione e lo sradicamento.

Pagine che appassionano perchè vergate con uno stile sciolto e carico di enigmi.

Viaggio nell’universo dell’adolescenza, nei batticuori e nelle prime emozioni.

Invito a credere nelle famiglie allargate se si ha il coraggio di fare spazio a chi barcolla.

Si ride e ci si commuove mentre il finale aperto fa immaginare un nuovo inizio o forse semplicemente la continuazione di una lunga storia di devozione.

È tempo di salire sul tram che porterà verso l’indipendenza.

Complimenti alla scrittrice Alina Bronsky.