“Amore e altri sintomi” Bàrbara Blasco Elliot Edizioni

 

“Amore e altri sintomi”, pubblicato da Elliot Edizioni e tradotto da Pierpaolo Marchetti, apre una ferita nel cuore dei lettori.

Da quello squarcio può e deve nascere il fiore della riconciliazione.

Duro, impietoso, tragico ha una bellezza intrinseca perché mostra, senza ipocrisie, l’animo della protagonista.

Iniziamo a conoscerla e le sue affermazioni arrivano come staffilate.

In ospedale accanto al padre in coma ha il coraggio di interrogarsi.

Vuole conoscere chi è veramente quell’uomo che l’ha devastata.

Indaga senza pietà sul passato in una necessaria ricostruzione degli eventi, solo così potrà liberarsi da un tormento che non l’ha mai abbandonata.

In un luogo asettico, dove tutto è bianco e statico, il silenzio aiuta a frammentare i turbamenti.

C’è il bisogno di provocare una reazione, anche un solo movimento per capire cosa significhi essere inermi.

“Faccio ancora molta fatica a credere che lui smetterà di esistere, che l’uomo d’azione dedicherà i suoi giorni, diciamo la sua eternità, a non far nulla, assolutamente nulla.”

Inflessibile con la madre, figura assente immersa nella cappa della depressione, con la sorella, figlia prediletta, Virginia non cerca di recuperare ciò che le è stato tolto.

Mantiene quella freddezza necessaria per costruire con lucidità la storia familiare.

Ripercorre la sua malattia vissuta in solitudine, il rapporto con quel corpo che l’ha tradita.

Le avventure amorose, “l’intimità derivata da quell’accelerazione spazio temporale nella quale ci proietta l’improvvisa nudità degli amanti”, l’ossessione di procreare, la dipendenza dai social: sembrano temi slegati ma rappresentano il presente.

L’operazione che compie Bàrbara Blasco è quella di non chiudersi in una dimensione privata rischiando di proporre una trama scontata.

La sua protagonista vive nel suo tempo, ha un forte spirito critico, non si accontenta di leggere le sue sconfitte personali.

“Scompariamo dalla scena, proprio quando c’è più bisogno di noi, sostituiamo ciò che è unico con ciò che è intercambiabile, l’originale per la copia.

E ci teniamo in salvo.”

In un finale da brivido la vita vince sulla morte e forse è tempo di perdonare.

Una scrittura compatta dove rabbia e tenerezza, ironia e disperazione, prosa e poesia si incontrano.

Vincitore del Premio Tusquets 2020 e del Premio della Critica 2021, è una lettura necessaria per sfidare la menzogna e una rigida morale borghese.