“Animali in versi” Franco Marcoaldi Einaudi Editore

 

“Dal sacrificio di animali

Alla guerra tra umani

Il passo è breve: nel sangue

Si misura, meglio che altrove,

L’irresistibile potenza

Delle nostre, luciferine leve.”

L’urgenza di creare un ponte tra noi e il mondo animale, il bisogno di accorciare le distanze, comprendere il linguaggio dell’Universo.

Essere cervo, cicogna, asinello.

Inventare un codice segreto, un’appartenenza comune.

Decifrare le gestualità, vivere quella diversità che ci rende distanti.

“Animali in versi”, pubblicato da Einaudi Editore, è un bizzarro canzoniere, un canto solitario di un’anima confinata nella precarietà dell’Essere.

E nello specchiarsi in vite altre ritrova il senso del cammino.

“Dai retta a me, padrone mio,

Pensa di meno a te

E asseconda il vento.

Svuotato l’io, sarai pieno di vita:

Importa poco se per un anno, dieci o cento.”

Si invertono le parti e siamo noi a dover ascoltare.

Imparare ad inginocchiarci alla luna, dimenticare “di essere una macchina di sopraffazione e di guerra”, volare in alto, godere delle “epifaniche presenze, momento per momento.”

Incanto e pianto di fronte alla bellezza che scompare, estasi di un attimo rubato ad una notte chiara, spaesamento e ricerca della conoscenza.

“Se è nell’intensità dei sensi

Che si gioca la partita

Sulla qualità della vita

Degli esseri viventi, allora

L’animale trionfa sull’umano:

Gigante il primo e il secondo un nano.”

Franco Marcoaldi lancia una provocazione e il suo verso è fulmine e saetta, bersaglio centrato, risposta al nostro arrogante antropocentrismo.

Ci troviamo fragili, incapaci di leggere “la mappa di un imminente, celestiale mutamento.”

La parola scorre e si fa immagine, scherzosa, malinconica, sarcastica.

Stati d’animo nell’alternanza capricciosa di un gioco improvvisato.

Altalena di simbologie che svelano l’arcano mistero che lega l’uomo alla bestia.

Impedire questa fusione significa rifiutare parti di sè, sentirsi unici e irripetibili, entrare nel circolo vizioso dell’Ego.

La raccolta poetica offre chiavi di lettura e “lezioni di stoicismo e di pazienza”.

“Perché natura non è un unicum

Che procede a tutto tondo. Vive di parti

Separate e contrastanti: ciò che dà

Gioia ad alcuni, altri li trascina a fondo.”

Nella strofa breve, nel contrasto tra realtà e immaginazione si compie il miracolo dell’unità.

Insieme essere voci sincrone di una melodia che unisce in schemi casuali e divertenti le poliedriche e multiformi esistenze.

Amare e farsi amare, scoprire e farsi scoprire, cercare e farsi cercare.

Sarà questo il nostro nuovo impegno.