“La cucina inglese di Miss Eliza” Annabel Abbs Einaudi Editore

 

“Questa è un’opera di finzione che prende spunto da una serie di fatti noti della vita di Elisa Acton, poetessa e pionieristica scrittrice di libri di cucina, e della sua aiutante, Ann Kirby.”

La premessa di “La cucina inglese di Miss Eliza”, pubblicato da Einaudi Editore e tradotto da Federica Aceto, ci illustra i retroscena della nascita di un romanzo meraviglioso.

Fin dalle prime pagine ci si chiede come sia stato possibile ricostruire con tanta precisione un periodo storico.

Sembra di essere trasportati nell’Inghilterra del 1800, delineata attraverso una raffinata coreografia.

Si passeggia per le strade di una Londra brumosa, si conosce la povertà nei tuguri periferici, si respira l’asfittico costrutto mentale di una società arroccata su un perbenismo molto formale.

In questa atmosfera inquinata da troppi preconcetti si accende una luce che illumina tutta la narrazione.

Fin da subito familiarizziamo con Eliza Acton e insieme a lei proviamo a dissotterrare l’ascia di guerra.

Non più giovane, considerata da tutti zitella senza speranza, la nostra eroina dovrà lottare per portare avanti il suo progetto.

È un tempo in cui alle donne è consentito un buon matrimonio e una esistenza monotona senza aspettative.

Niente sogni e castelli in aria, solo una quotidianità ripetitiva.

Eliza non cede a questo angusto destino e continua a scrivere poesie.

Quando si rende conto che l’editoria non è pronta ad accogliere voci femminili, ha un lampo di genio.

Perchè non dedicarsi ad un libro di ricette?

Ad accompagnarla in questo viaggio nell’universo del gusto una ragazza povera e indifesa.

Ann in cucina riesce ad esprimere se stessa, fiorisce, impara l’arte della poetica culinaria.

Ogni ricetta è un traguardo, un tripudio di odori che invadono i sensi.

Ogni accoppiamento di ingredienti è armonioso e parla una lingua sensuale.

La scrittura si fa interprete di tradizione e inventiva, creatività e sperimentazione.

Non poche saranno le sfide che le due figure femminili dovranno affrontare ma pur nella diversità sociale ed economica sapranno fare squadra.

Annabel Abbs, alternando nei vari capitoli le voci delle protagoniste, regala punti di vista differenti.

Si resta basiti quando Eliza rifiuterà una proposta di matrimonio che le potrebbe regalare lo status di moglie.

Troppo forte è il desiderio di essere se stessa, di sconfessare una cultura maschilista.

La trama è fitta di eventi che fanno intuire segreti, ma l’autrice sa dosare con intelligenza le tracce di qualcosa che solo nel finale verrà svelato.

Una lettura piacevole, un inno all’affrancamento femminile, un invito a non rinunciare alla propria libertà intellettuale.

Utile per imparare il misterioso universo dell’animo, delizioso affresco di una civiltà, splendido dono per chi vuole cimentarsi ai fornelli.

Finalmente un libro che esplora l’alimentazione, la trasforma in una magica alchimia.

Complimenti all’editore e all’attrice.

 

 

“Frieda” Annabel Abbs Einaudi Editore

 

Frieda è fiore che sboccia, luminosa stella costretta per troppo tempo nella prigione di un matrimonio spento.

Il marito ha spento quell’ardore seduttivo che la infiamma.

“Aveva cercato di discutere di Shakespeare, Stendhal e di tutti gli altri scrittori che aveva letto nelle serate solitarie.

Aveva cercato di comunicargli la passione per i personaggi, i loro sentimenti, i loro dilemmi.”

Un muro di affettuosa indifferenza che presto avrà una spiegazione.

Diventando madre ha dimenticato la passione.

La visita della sorella Nusch apre una finestra su un mondo nuovo.

Berlino è vita, incontri, cultura a differenza di Nittingham, sonnolenta città, vecchia signora con abiti mediocri.

Il libro pubblicato da Einaudi ci permettere di vivere il novecento e i suoi fermenti culturali.

È la sperimentazione delle teorie di Freud, la libertà sessuale e mentale.

Per la protagonista è un risveglio non privo di sofferenza.

“Ho paura di morire senza aver mai vissuto.”

Annabel Abbs ci regala una figura femminile complessa.

Vitale, capace di affrontare il dubbio, desiderosa di conoscenza.

“Avrebbe voluto strapparsi le forcine dai capelli e sentirli oscillare sciolti sulla schiena. Si sarebbe voluta strappare di dosso i vestiti, scalciare via le scarpe e correre lungo il canale.”

Quando l’amore per Lorenzo la fa bruciare non ha cedimenti, affronta a testa alta la sua scelta.

Sarà musa e compagnia di D.H. Lawrence, condividerà la difficile arte dello scrivere e sopporterà malumori, ma finalmente sarà donna nel pienezza del significato.

Un romanzo con risvolti psicologici, personaggi indimenticabili, paesaggi pieni di poesia.

E una risposta tra le righe alla domanda:

“Perché la vita di noi donne deve essere così difficile, così complicata?”