“Cattive strade” Annie Proulx minimum fax

 

Dopo il meritato successo di “Distanza ravvicinata”, attendevamo con ansia la nuova opera di Annie Proulx.

Incantati dalla scrittura visiva, immediata, affascinati dai personaggi narrati come fossero realmente esistiti, ammaliati dalle infinite storie, intuivamo che “Cattive strade” pubblicato da minimum fax, curato e tradotto da Assunta Martinese, non ci avrebbe deluso.

Se avevamo amato il Wyoming in questa serie di racconti riusciamo a coglierne l’essenza.

Calpestiamo le strade, entriamo nelle fattorie, beviamo, ridiamo, scopriamo quell’America dissoluta e vissuta, affaticata e geniale, scontrosa ed estroversa.

Conosciamo un’umanità che non ha niente di eroico nel senso letterale del termine.

Ma se li osserviamo attentamente scopriamo un’anima profonda, l’attaccamento alle radici, il bisogno di lottare giorno dopo giorno.

C’è una lieve malinconia per “quel mondo che non c’è più” e nel ricostruirlo si percepisce un amore profondo.

Terra d’adozione questo territorio brullo si riscatta perché accoglie chi arriva, si nutre del passato, costruisce comunità.

Da sottolineare il fatto che il libro non assolve e non condanna, si limita ad osservare comportamenti.

Ci si chiede leggendo chi sono i perdenti e si sorride.

Ci sono uomini e donne in carne ed ossa, con i difetti e le generosità, gli errori e le scappatelle.

Pronti a guardarsi intorno, a chiedersi con coraggio cosa è successo davvero agli indiani, quanto la Verità sia stata falsata.

“Questo, pensò, era il vero Wyoming: pieno di poveri disperati di passaggio che lavoravano duro, duri come chiodi e vagabondi, che si spostavano dove crescevano i dollari.”

Eppure in questo luogo sperduto vorremmo viverci, conoscere la rancher Fiesta Punch, condividere la rabbia di Linny, l’amore per gli animali di Eugenie.

“Le rare nubi si allungavano sottili come fili da cucito.

Il cielo flaggellato aveva la stessa tonalità di blu delle fiamme di un fornello a gas.

Il vento affondava i denti nel legno pesante della casa e la scuoteva dalle fondamenta.”

Un film a colori imperdibile, “un realismo che è frutto di un lavoro lungo, accurato e meticoloso.”

Vivrete il vero West e non gli stereotipi mitizzati che vi hanno propinato.

Annie Proulx è magica e il suo realismo è commovente.