@antoniettagrer2 recensisce “Disegnavo pappagalli verdi alla fermata del metrò” di @NicolettaBarto2 Giunti

La scrittrice Nicoletta Bortolotti con quest’ultimo libro ci consegna una storia vera e intensa, che insegue le tracce di tante altre storie di vita. Il protagonista, Ahmed Malis, è un ragazzo di origine egiziana, figlio di genitori immigrati a Milano negli anni Ottanta. Ha una grande passione e un eccezionale talento per il disegno autodidatta (iperrealismo). Lo scenario economico della sua famiglia, che non ha abbastanza disponibilità economica per mandarlo all’accademia d’arte, è scoraggiante. Non è facile decidere che cosa fare. Le sofferenze sociali ed economiche non aiutano Ahmed. Inoltre la sua famiglia desidera per lui un futuro solido, non certo quello da artista.

Ahmed non demorde e frequenta, insieme ai suoi fratelli, il centro di aggregazione giovanile CDE Creta, molto attivo nel quartiere milanese del Giambellino. Per questi adolescenti spesso allo sbando è uno dei pochi luoghi possibili dove, come scrive Tupac, se la realtà è sbagliata i sogni sono veri. E così Ahmed si mette a cercare se stesso, le sue origini, la storia della sua famiglia, il suo sogno. E comprende che immergersi nei sogni è possibile.

“E se una cosa non la può avere perché zero cash, lui la può disegnare, come quelle scarpe verde fluorescente Nike Magista con i tacchetti. Ahmed non poteva comprarle, ma quando le ha disegnate hanno preso vita, sono come colate fuori dalla carta, un prodigio addomesticato e tridimensionale.”

Il nuovo Paese, l’Italia, è nazione di artisti, è la terra di Michelangelo, che Ahmed chiama Micky. Ma anche l’Egitto è culla di un’arte antica e gloriosa, quella dei Templi e delle Piramidi. Per i genitori il sogno di andare, per Ahmed il sogno di tornare e di vedere il deserto in una sorta di migrazione a ritroso. E ogni pensiero del giovane si intreccia con quello dei suoi disegni, che prendono vita come se fossero veri.

“Da una tasca del giubbotto viola e giallo estraggo il mio fedele blocco e la matita, mi appoggio il blocco sulle ginocchia, e prendo a disegnare una rosa iperrealistica. L’illusione più crudele è quella che simula il reale in ogni sua fottuta ombra, cellophane, crepa, spasmo e afrore. Sì, sono un falsario, ogni artista lo è. Perché devo comprare una rosa se la posso disegnare? Perché devo mercanteggiare plastica se posso immaginare ori? La mia rosa di carta profuma di rosa”.

Il giovane Ahmed, che nelle cuffiette ha la colonna sonora di Ghali e Marracash, riesce a pubblicare i suoi disegni sul Corriere della Sera e a realizzare il suo sogno di entrare alla Naba, grazie anche a un misterioso benefattore che si fa chiamare Angel’s Silence. La storia di Ahmed, di suo fratello Islam che fa musica trap e di sua sorella Amina che ama scrivere, si intreccia con quella di un altro ragazzo, Tam, e di una ragazza, Sara. Ognuno di loro ha un sogno da realizzare e ci riuscirà. Con uno stile e una trama così accattivante, l’opera di Nicoletta Bortolotti si impone come un prezioso tesoro da leggere. La copertina è un disegno di Ahmed Malis. All’interno del libro ci sono le sue illustrazioni che sognano un mondo migliore, perché questa è la storia di ognuno e di tutti.