“Leggere possedere vendere bruciare” Antonio Franchini Marsilio Editore

 

“Leggere per piacere e basta non stanca, perché nel momento in cui il piacere cessa uno può smettere di leggere.

Leggere per pubblicare invece logora, infastidisce, rende antipatici, tranchant, che non è una cosa bella quando si ha a che fare con l’intimità, con le ambizioni di chi scrive, sempre legittime, anche se sono ambizioni sbagliate.”

“Leggere possedere vendere bruciare”, pubblicato da Marsilio Editore, è un saggio intelligente molto sincero.

Il dietro le quinte del mondo editoriale viene svelato con una brillante verve ironica.

La stanchezza nel dover giudicare manoscritti inediti, il rapporto complicato con gli scrittori, lo sguardo critico nei confronti di un marketing forviante.

Ma nel testo che può sembrare dedicato agli addetti ai lavori tante sono le riflessioni che invitano ad ascoltare.

Ci si chiede cosa sia il libro, quali alchimie ci spingono ad accumularli, quali meccanismi mentali ci spingono a sceglierli.

Antonio Franchini parte dalla sua esperienza personale.

Alla morte del padre si trova a dover “gestire” una ricca biblioteca.

Nel maneggiare quegli oggetti emergono i ricordi ed è come se si consolidasse una appartenenza affettiva.

Rivolgendosi al genitore come fosse presente si sente lo struggimento per la perdita e il rimpinto per le chiacchierate rimandate.

“Senza più soldi, solo ai libri non potevi rinunciare, e hai continuato ad ordinarli a me.

Ci siamo scambiati i ruoli, ho pagato io per i tuoi ultimi acquisti.”

Interessanti le pagine dedicate al lavoro di editing.

“Il lavoro editoriale ti mette a brevissima distanza dal testo, una distanza breve come non é consentita a nessuno, e la percezione della letteratura è fortemente condizionata dalla nostra distanza dal testo e dalla soggezione che del testo possiamo avere.”

Divisa in capitoli la struttura narrativa è coesa pur nella diversità dei contenuti.

Può essere letto senza seguire l’ordine delle pagine e in più parti si ha la sensazione di avere tra le mani un romanzo.

Protagonisti i libri, non sempre consensienti ad essere primedonne.

Forte lo spirito critico in un’epoca in cui si sta tracciando e profilando una nuova scenografia culturale.

“Ci sono cose che, a un certo punto, capiamo.

Sappiamo che sono così, ma lo sappiamo solo noi ed è veramente difficile trasmetterle agli altri, e lo sappiamo con tanta intima sicurezza che quasi ci passa la voglia di dimostrarlo.

È la parte oscura della conoscenza, un’intuizione incondivisibile, profonda, che dà piu amarezza che soddisfazione.”

Bellissimo, non perdetevi questo gioiello.