“Brown sugar” Antonio Veneziani Hacca Editore

 

“Rara, emaciata sera d’esilio, questa, che addensa sull’occhio le ferite della giovinezza”.

Nei versi che scorrono lasciando gocce di dolore, tra ferite e rimpianti, si scompongono immagini di ùna dipendenza che attrae ed impaurisce.

“Brown sugar” (Hacca) è la ripetizione di un flash, illusoria chimera di eternità.

“È un lessico di mani vogliose”, anima che brucia “in istanti incandescenti”.

Il linguaggio duro, incisivo circoscrive una confessione, forse la ricerca di assoluzione.

Il rosso domina come un invito a non cedere alla tentazione di arrendersi.

Antonio Veneziani trasforma l’amore in una esplorazione di abissi, una scrittura sul corpo, una passione che può lacerare.

Racconta la clandestinità di passioni proibite, cammina sul crinale di un precipizio dove “la speranza è un meccano inceppato”.

La città nella sua notte di peccato nasconde volti e voci.

Resta la poesia a urlare che “il mondo è un’enorme bugia.”