“I portatori d’acqua” Atiq Rahimi Einaudi Editore

 

 

Leggendo “I portatori d’acqua”, pubblicato da Einaudi, si entra in un mondo parallelo dove le percezioni si amplificano, i sogni si mescolano con la realtà, le storie si contrappongono.

La narrazione segue due piani paralleli che si intersecano senza mai incontrarsi.

Tom è esule afgano convinto che il passato si possa cancellare.

Vive a Parigi con la moglie e la figlia ma sente il bisogno di sperimentare l’eccitazione di spogliarsi del proprio io.

“In esilio non ci sono né pensieri riposti, né parole segrete, né desideri proibiti, né impegno politico clandestino che possano condannarti.

Nulla tranne l’adulterio.

Lo consideri una rivolta intima contro il regime totalitario del monoteismo coniugale, le cui sacrosante leggi morali ti costringono a vivere di nuovo in clandestinità, a nascondere una passione riprovevole, a mantenere relazioni segrete.

A diventare di nuovo un traditore.”

L’incontro con la giovane Nuria è esaltante emozione, nuova primavera che annulla il presente.

Yussef vive in Afganistan, è analfabeta ed ha sopito ogni desiderio.

Il corpo è il peso di un’esistenza che conosce la fatica.

Quando il fratello scompare è costretto ad accuparsi della cognata, la bella Shirin.

Sullo sfondo la violenza dei talebani che costringe a vivere nella paura.

“In questa città di dannati e posseduti magari c’è chi è capace di cogliere tutte le voci interiori, soprattutto quelle che esprimono pensieri empi.”

Atiq Rahimi scrive un romanzo sulla menzogna e il tradimento, sullo spaesamento di chi non riconosce più le sue radici.

Smuove le acque torbide del desiderio, le purifica e mostra la bellezza dei corpi che sanno cercarsi.

Dissacra la parola amore, che “con tutta la sua enorme letteratura, è ormai troppo abusata e cerebrale. Io lo chiamerei l’amatudine.”

Invita a cogliere i presagi nascosti tra le pagine, ad interpretare i segnali della ribellione.

Ad incarnare lo spirito libero sono le donne, misteriose ancelle di un segreto che si cela nella danza e nell’arte.

Il romanzo conquista e seduce, racconta un paese martoriato e il suo opposto.

Fa fiorire leggende e tradizioni e da voce a chi prova ad inventarsi un nuovo destino.

Lacerante, bellissimo, poetico e onirico, si offre al lettore come un fiore che emana i profumi di un’antica civiltà.