“Atti di sottomissione” Megan Nolan NNEditore

 

“Abitando da sola, avevo iniziato a separarmi da me stessa in modo più profondo e grottesco di quanto avessi mai fatto prima.

C’era la mia vita pubblica, quella in cui lavoravo, uscivo, ballavo, bevevo ed ero divertente e vivace; in cui facevo gli occhi dolci agli uomini nei bar e a volte rincasavo con loro; in cui raccontavo alle persone che amavo vivere da sola, e loro mi credevano vedendomi così felice.

Ero davvero felice quando sembravo felice.

Sono incapace di mentire sui miei sentimenti, è solo che i sentimenti non hanno alcuna coerenza, non rimangono costanti da un’ora all’altra.

E poi c’era la vita che trascorrevo nel mio appartamento cercando di torturarmi fino alla sottomissione e all’immobilità.”

La personalità della protagonista di “Atti di sottomissione”, pubblicato da NNEditore e tradotto in maniera impeccabile da Tiziana Lo Porto, è molto complessa.

Fin dalle prime pagine conosciamo la sua fragilità, la paura della solitudine, il bisogno di “vedersi vera” nell’altro.

Concedendosi sente di appartenersi, di scacciare una sofferenza primordiale.

“L’amore era la grande consolazione, avrebbe incendiato i campi della mia vita in un istante, senza lasciare nulla dietro di sé.

Lo immaginavo come la grande livella, come una forza che mi avrebbe purificato e con la sua sola presenza mi avrebbe reso degna di riceverlo.

Dopo la prima infanzia, la religione era scomparsa dalla mia vita, e al suo posto avevo coltivato una grande fede nell’amore.”

Ciaran, incontrato per caso, diventa soggetto da “venerare”.

Inizia una storia di alti e bassi nel costante assuefarsi e trasformarsi pur di piacere.

Estasi e tormento, passione e gelosia, una ridda di sentimenti contrastanti che spingono la giovene ad essere oggetto da manipolare.

Megan Nolan ha un esordio letterario sbalorditivo.

Non risparmia nulla al lettore, con penna graffiante va in profondità.

Recide i rami secchi del pudore e scoperchia il vaso di Pandora.

Mostra quanto una relazione possa essere ossessiva, quali giochi perversi attraversano due corpi.

Il romanzo non assolve e non giudica, narra una condizione esistenziale con un linguaggio che sa essere crudo.

C’è un momento in cui la trama si ribalta ed assistiamo allibiti ad un cambiamento di scena.

La tensione sale e ogni parola diventa un incendio.

Solo dalle ceneri può nascere una donna nuova.

È evidente la critica al pietismo per chi ha subito violenza e questa visione non edulcorata della realtà è molto convincente.

Per imparare a camminare da soli bisogna avere il coraggio di rialzarsi.

Un romanzo da non perdere perché viviseziona i rapporti di forza tra sessi e insegna che gli errori non vanno dimenticati.