Antonia del Sambro (@ALibri19) recensisce L’ignoranza dei numeri – Francesco Paolo Oreste

Antonia del Sambro (@ALibri19) recensisce L’ignoranza dei numeri – Francesco Paolo Oreste Baldini +Castoldi

C’è un bambino di dieci anni che va con sua madre a fare visita al padre in carcere. Ci va lui e non sua sorella più piccola perché il padre non vuole che sua figlia lo veda in prigione, soprattutto, non vuole che la sua bambina abbia quella immagine di lui quando torna a casa. È piccola, e anche se lui da dietro le sbarre non può fare proprio nulla per lei, almeno può proteggerla da questo. Totore no, invece, lui ormai è grande e non solo può fare visita al padre, ma ormai alla sua età deve anche provvedere alla famiglia, guadagnarsi la giornata. In mancanza del genitore è lui l’uomo di casa. E così a dieci anni compiuti, Totore, sa che l’infanzia è finita e deve andare a lavorare.

Quindi va a bussare da parenti e conoscenti e inizia la sua attività e la sua carriera. Quella di espedienti, furti, incriminazioni e lotta per la sopravvivenza. La stessa “carriera” che lo porterà alla morte, un giorno qualunque, steso per terra e con negli occhi gli ultimi raggi del sole.

Ad indagare sulla sua morte ci sono l’ispettore Romeo Giulietti e il suo braccio destro Michele Carotenuto. Uomini di legge animati da una razionalità proverbiale, affidata soprattutto ai numeri, perché i numeri non si fondano su giri di parole o ipotesi colte, ma vanno dritto al punto e non mentono mai.

Uomini che ogni giorno, comunque, devono fare i conti con i propri fantasmi e vivere le loro vite in modo parallelo tra il pubblico e il privato. Ma questa volta Romeo Giulietti non  vuole mollare la presa e l’unica domanda a cui desidera dare una risposta è: chi voleva Totore morto?
L’ignoranza dei numeri, romanzo di Francesco Paolo Oreste, poliziotto e narratore, regala ai lettori un lavoro letterario scritto con cognizione di causa.

Non è solo la storia a risultare credibile e coinvolgente fin dalle prime pagine. È la straordinaria capacità  di costruire personaggi veri, quasi palpabili, una umanità variegata di cui Oreste, sa coglierne tutte le sfumature e ridonarle appieno a chi legge in tanti piccolissimi particolari.

C’è dissolvenza e vivacità ne L’ignoranza dei numeri, abbandono e voglia di riscatto, desiderio di amare e paura di farlo. E sarebbe davvero troppo facile pensare a Romeo Giulietti come un prolungamento letterario di Francesco Paolo Oreste. Non è così. La cognizione di causa con cui scrive l’autore è data certamente dalla sua professione, ma anche da una assoluta propensione alla scrittura, un dono che prima o poi doveva venire fuori, e che non è detto possa esprimersi, in futuro, solo in questo genere letterario. L’ignoranza dei numeri è a suo modo un romanzo maturo, una diapositiva di vita quotidiana e allo stesso tempo un viaggio nei sentimenti umani che non sempre sono buoni e positivi. È questa la grande forza del romanzo: la realtà delle cose. È questo che affascina chi legge: il mondo così come è.

“Dalla parte giusta Donne e uomini che salvano il mondo” Pietro Del Re Baldini + Castoldi

Dalil ha solo 13 anni ed ho già conosciuto la follia dell’Isis, la sua testimonianza è un pugno nello stomaco.

Aishia sconta la rigida applicazione della sharia, solo per aver scambiato appunti con un collega di corso.

Sherin, prima imam in Danimarca, si batte “contro ogni forma di predominanza maschilista che opprime e marginalizza l’altro sesso”.

A Mosul tra i palazzi sventrati dalle bombe si riaprono le università.

La voce di Nadia Murad è un sussurro mentre le lacrime non potranno cancellare l’onta di essere stata costretta a diventare schiava sessuale.

Le contadine imprenditrici in Senegal, “l’ambientalista visionario”, le protettrici del parco in Monzambico, ‘l’uomo che misura i ghiacciai”: esempi di una resilienza che non conosce resa.

Ruanda, Ucraina, Zimbabwe, non più puntini su una carta geografica.

Colori e voci mentre le storie si intrecciano svelando il bianco e il nero della realtà.

Pietro Del Re, giornalista di Repubblica, in “Dalla parte giusta”, pubblicato da Baldini + Castoldi, regala al lettore una speranza.

Esistono “Donne e uomini che salvano il mondo”.

Sono eroi silenziosi ed ognuno contribuisce a costruire una società migliore.

Non avranno riconoscimenti ufficiali ma lasciano una traccia nella Storia.

Credono nei valori della solidarietà, del rispetto e soprattutto difendono i diritti di tutti.

Una scrittura coinvolgente che sa intrecciare l’esperienza di reporter al saggio ricco di spunti di riflessione.

Un viaggio intorno al mondo da non perdere.

 

 

“Quattro bravi ragazzi” Lello Gurrado Baldini + Castoldi

“Quattro bravi ragazzi”, pubblicato da Baldini + Castoldi, è un poliziesco insolito.

Non mancano suspense, colpi di scena e una intrigante figura di commissario.

“Di origini pugliesi, molto stimato per il suo intuito, la sua grinta e soprattutto la sua tenacia.

Michele Amoruso non mollava mai.

Per questo era conosciuto come il Cerbero.”

Un personaggio tratteggiato con un’attenzione particolare allo sviluppo ideativo che porterà alla risoluzione del caso.

Tre misteriosi omicidi di giovanissimi studenti sono il pretesto per raccontare un pericoloso e contagioso male del nostro tempo.

Il bullismo viene affrontato non solo come abusato fatto di cronaca ma cercando di comprenderne le radici profonde.

Non è casuale la scelta di adolescenti che diventano voci narrante.

Sullo sfondo il mondo della scuola, troppo spesso reticente per salvare le apparenze.

Lo spaventoso specchio malato del web amplifica cattiverie e fake news distruggendo la psiche delle vittime.

Lello Gurrado convince perché non forza la narrazione, osserva, studia comportamenti e invita il lettore a porsi interrogativi.

Crea un finale a sorpresa che lascia aperte implicazioni psicologiche.

C’è possibilità di redenzione?

Quali i percorsi possibili?

A noi lettori il compito di trovare risposte e soluzioni.

Agenda Letteraria del 21 febbraio 2020

“Possono esserci terremoti, tempeste, esondazioni, allagamenti, attentati, paure  ma dopo un pò tutto passa e inevitabilmente il fiume  ritorna nel suo letto per riprendere il normale cammino che lo porterà alla foce.”

 

 

Lello Gurrado “Quattro bravi ragazzi” Baldini + Castoldi

Agenda Letteraria del 18 febbraio 2020

 

“Dobbiamo tutti rimboccarci le maniche, perché è troppo tardi per essere pessimisti.”

 

“Come diceva Mandela, l’istruzione è l’arma più potente contro lo sfruttamento, ma per questi bambini di etnia Karen è qualcosa di più: sono apolidi, quindi invisibili e senza diritti, e potranno esistere legalmente soltanto una volta registrati nel sistema educativo del Paese.”

 

 

Pietro Del Re “Dalla parte giusta Donne e uomini che salvano il mondo” Baldini + Castoldi