“Barbizon Hotel” Paulina Bren Neri Pozza

 

“Oh! È fantastico essere a New York… soprattutto se alloggiate al Barbizon per sole donne.”

“Barbizon Hotel Storia di un hotel per sole donne”, pubblicato da Neri Pozza e tradotto da Maddalena Tognani, propone un articolato viaggio in una fase storica di grande fermento.

Sboccia come un fiore la donna nuova, antenata di tutte coloro che hanno creduto e credono nell’affermazione dei propri diritti.

La figura femminile si sgancia da vincoli affettivi e sociali, vuole camminare con le proprie gambe, esserci, raccontarsi.

Percorrere le strade del mondo da protagonista e non da succube.

Seguire i propri sogni con ardore e coraggio.

Sviluppare la vena artistica e letteraria, lasciare un segno che sia monito per i posteri.

Siamo grati all’editore perché ci permette di entrare dalla porta principale in questo mondo dove l’esperienza del singolo diventa collettiva.

Il libro può essere letto come un reportage curato nei dettagli, testimonianza forte di un cammino che nessuno potrà più frenare.

Lo stampo giornalistico offre una visione sociologica molto interessante, che parte dalla analisi di costume per arrivare ad una più profonda rivisitazione dei modelli culturali.

Chi erano le donne che frequentavano l’hotel e soprattutto cosa le spingeva nella città dai mille volti?

Nella passerella si susseguono personaggi noti e meno noti, poco importa.

Tutte sono accomunate da una ricerca che non è solo libertaria.

È molto più sottile perché investe il campo della psiche e sconfina negli spazi del desiderio.

Ogni voce ha una sua intonazione e in quei tacchi a spillo si sublimano i resti del passato.

È tempo di svoltare e quelle stanze semplici ma eleganti rappresentano non la fuga ma un nuovo inizio.

Ci si commuove perchè quel primo fermento interiore lo abbiamo vissuto sulla pelle.

Ci ha definite e liberate da ogni marchio di possesso.

Siamo noi con le nostre storie, sbilenche, complicate, dolorose.

Siamo noi testarde e vittoriose con bandiere che sventolano al cielo.

Paulina Bren ci ha regalato frammenti di esistenze.

Lo ha fatto con discrezione e competenza.

Ha saputo mescolare narrativa ed epopea, ha dosato il sentimentalismo facendo prevalere il valore esperenziale.

Da leggere con la certezza che il testo è compagno soprattutto in questi tempi dove si rischia di tornare indietro.