“Lo stretto sentiero del profondo nord” Bashõ Einaudi Editore

 

“I mesi e i giorni sono eterni viandanti, e così gli anni, che vanno e vengono, sono viaggiatori.”

Leggendo “Lo stretto sentiero del profondo nord”, pubblicato da Einaudi Editore, tradotto e curato da Chandra Candiani e Asuka Ozumi, si resta abbagliati.

Un’opera sublime frutto di cinque anni di lavoro considerata il capolavoro di Bashõ.

Un viaggio non solo nella poesia, la geografia di un’anima sempre alla ricerca del quid che sfugge alla comprensione.

La purezza dell’haiku è accompagnata da una prosa cristallina che sa narrare luoghi ed emozioni.

Ci si immerge in una dimensione altra, perdendo il contatto con la quotidianità.

Si sente una folata di spiritualità mai forzata, qualcosa che nasce e cresce e si estende come un albero che ha finalmente trovato la luce.

È contemplazione e meditazione, rivisitazione delle tradizioni, inno alla bellezza.

Tutto muta e si trasforma e questa metamorfosi ci coinvolge.

Facciamo parte di una materia in continua evoluzione e il passo si fa spedito, non si sente la stanchezza.

La leggerezza della parola, l’accostamento di immagine e visione, la grazia di una figura che appare come un mito irraggiungibile.

L’inflessibile osservazione di sè, la passione per la Natura che è viva e partecipe, gli insegnamenti del Maestro, il bisogno di andare, le inquietudini, il canto delle risaie: impossibile descrivere l’atmosfera magica di questo meraviglioso libro.

“Gli uomini del mondo

Non notano i fiori

Di castagno sulla gronda”.

L’attualità del verso stordisce e commuove, è come se una voce facesse spazio ad una nuova consapevolezza.

Si attraversano fiumi, si entra nelle grotte, si visitano santuari e monumenti.

Il Giappone è la concatenazione di geometrie interiori, lo stupore e il pianto, la maestosa architettura della mente.

Neve, pioggia, la luce della luna, i tardivi fiori di ciliegio, la frescura del mare: scorci sempre accompagnati da profonde riflessioni.

“Tempo di scrivere

Sul ventaglio poi stracciato

Strappo d’addio.”

Non siamo pronti a lasciar andare queste pagine così intense.

Continueranno a farci compagnia quando il cuore sentirà l’urgenza di trovare risposte.