“Suiza” Bénédicte Belpois Edizioni e/o

 

Tomás non ha conosciuto l’affetto dei genitori, non ha saputo dare amore alla moglie quando era in vita.

Trascorre le sue giornate nei campi, per diversivo la sera un bicchierino al bar del paese.

Due eventi travolgono la sua passività, una malattia foriera di morte ed un incontro.

“Suiza” compare come un fulmine invadendo i pensieri.

Pelle candida, capelli rosso fuoco, esprime una sensualità selvaggia che ha il profumo dell’innocenza.

Viene da lontano spinta dal desiderio di vedere il mare, non conosce la lingua e le sue movenze sono spontanee.

Non conosce il peccato, si concede con la spontaneità di una cerbiatta.

Il romanzo, pubblicato da Edizioni e/o e tradotto da Alberto Bracci Testasecca, seguendo l’evoluzione dei due personaggi, traccia un confine tra il prima e il dopo.

Se inizialmente è l’animalità dell’uomo ad avere il sopravvento pian piano cambiano le prospettive.

“C’era in lei qualcosa di esageratamente femminile,

di troppo dolce o troppo pallido,

che mi trasmetteva una voglia furiosa di afferrarla,

scuoterla, darle qualche schiaffo, possederla.”

 

È la furia del corpo che non conosce altri linguaggi.

L’affermazione del possesso come espressione di mascolinità e di forza.

Il percorso di cambiamento è come un vento lieve che si insinua nella mente.

La donna non è più preda ma compagna da provare ad amare.

Le pagine scorrono veloci mentre il paesaggio con il suo verde intenso dona respiro alla narrazione.

“Il paesino, tipicamente galiziano, offriva alla vista un’armoniosa tavolozza di case bianche con le finestre piccole e gli architravi colorati che stemperavano l’austerità della pietra scura.”

Bénédicte Belpois scrive un testo educativo, mostra la relazione tra istinto e ragione.

Lavora sul passaggio dall’ anaffettività alla maturità sentimentale.

Riesce ad allertare la coscienza di chi legge, a suggestionare e ad emozionare.

Spinge verso il precipizio della morte annunciata con toni poetici.

Si sofferma sulle riflessioni mai contorte senza interferire con pregiudizi.

Sorprendente il finale che può essere letto come inizio di una nuova esperienza.

Mi piace immaginare che il tempo si fermi e conceda a questa coppia la gioia completa, la libertà di inventare un piccolo futuro.

Lasciare in sospensione la trama significa trascendere gli eventi, credere che esistono sempre due possibilità.

Un esordio letterario brillante e una scrittura densa di significati.