“Donna sulle scale” Bernhard Schlink Neri Pozza

 

Il ritratto di una donna nuda nell’atto di scendere le scale.

Sospensione del tempo in un’immagine sensuale, uscita dal mito.

Apparizione di una vestale carica di mistero.

Bernhard Schlink partendo da un dipinto compone una trama articolata dove la figura femminile diventa oggetto da possedere.

Tre uomini e le pulsioni più disparate non sempre dettate dall’amore.

Un intrigo di interessi nasconde il tema dominante.

La prima parte di “Donna sulle scale”, pubblicato da Neri Pozza e tradotto da Susanne Kolb, è fuorviante, sembra un puzzle incompleto.

È incidentale per entrare lentamente all’interno di un romanzo dalle forti tinte introspettive.

Marito e amante sono marionette nel gioco perverso della prevaricazione, nella tragica voglia di appropriarsi di un’anima.

E lei, Irene, misteriosa farfalla, danza nei sogni della voce narrante.

Diventa icona di un sogno irraggiungibile.

È amore che sa trasformarsi.

È incendio, attesa, ricerca.

È compassione per un corpo devastato dalla malattia.

È abbraccio che sa confortare.

L’autore traccia un abbozzo di romanzo femminista e alla sua protagonista offre libertà di fuga.

Fuga da un passato che bisogna cancellare, da un vuoto che non si può riempire.

Regale figura, orgogliosa combattente affronta la fine con passo lieve.

Si è difesa dal pericolo di diventare un idolo, ha raggiunto la libertà.

Può nuotare verso nuovi lidi dove nessuno le imporrà di recitare ruoli secondari.

Romanzo commovente e intenso, parsimonioso nella scelta dei fonemi, raffinato affresco della mancanza di parità di generi.

Delicato inno ad una bellezza interiore che non potrà essere intaccata.

Invito a cercare nell’arte forme e contenuti che la rendono immortale.