“Mr Hyde” Boileau Narcejac Nutrimenti Editore

 

Conturbante e costruito alla perfezione come una scatola cinese, “Mr Hyde”, pubblicato da Nutrimenti Editore e tradotto da Giuseppe Girimonti Greco ed Ezio Sinigaglia, è un classico intramontabile.

Potrebbe essere definito un noir perché non mancano gli omicidi e le atmosfere indecifrabili dove il mistero regna indisturbato.

Si aggiunge un elemento che dominerà la narrazione creando una rete di connessioni introspettive.

Ad essere indagata è la psiche di un uomo fragile, Renè Jeantôme, tormentato dal blocco dello scrittore.

Dopo un esordio brillantissimo, improvvisamente la vena artistica si spegne.

Ci sono le idee che si affollano confusamente, manca la capacità di aggregarle.

“Certo, ogni giorno perde un pò della sua forza.

La sua è, a Parigi, fra le tante, una fama che si estingue.

Ancora un anno, o pochi mesi.

Nuovi scrittori premiati ecclisseranno quelli vecchi.

Un libro che muore fa più male di un amore che finisce.”

A condire una trama fitta e intrigante domina la costante riflessione sulla qualità della scrittura, sul ruolo della parola nel guazzabuglio di un tempo afflitto dal frastuono di rumori senza senso.

“Ciò che fa poesia è l’immagine nella sua nudità espressiva.

Niente retorica, non serve.”

Bisogna indagare sulle cause di questa terribile mancanza di creatività.

Ad influenzarlo negativamente sarà la moglie, famosissima scrittrice, con la quale intrattiene una relazione conflittuale?

O i demoni del passato si stanno impossessando della sua mente?

Eventi traumatici hanno attraversato la sua infanzia creando un terribile senso di colpa.

Questo bisogno di espiazione emerge con violenza grazie all’intervento di un neurologo che cercherà di far luce su alcuni episodi che sono stati rimossi.

“Se è vero che i suoi fantasmi non balzano fuori da lui stesso ma da un luogo più remoto, è però altrettanto vero che lui è in grado di orchestrarli a suo piacimento, trattandoli come parti costitutive di una storia.”

Si resta ammaliati da una rete invisibile di suggestioni mentre ci si sente in bilico su una rupe.

Boileau e Narcejac furono una coppia di autori francesi molto apprezzati.

Ad una delle loro opere si ispirò Alfred Hitchcock per realizzare “La donna che visse due volte.”

È difficile trovare una struttura narrativa tanto solida ed intrigante.

Un viaggio ai confini della razionalità che vi porrà molti interrogativi.

Quanto siamo influenzabili?

Siamo capaci di sconfiggere quell’oblio pericoloso che ci porta a far tacere la coscienza?

Le altre domande trovatele voi, buona lettura.