Candidato Strega “Fuoco al cielo” Viola Di Grado La Nave di Teseo

Candidato Strega “Fuoco al cielo” Viola Di Grado La Nave di Teseo


Proposto da
Maria Rosa Cutrufelli

 

«Il romanzo racconta una storia davvero singolare. Una storia dei nostri tempi, ambientata in un paese al confine con la Siberia, devastato dagli esperimenti nucleari.

Qui s’incontrano Tamara e Vladimir, ma il loro amore è avvelenato come la terra che calpestano. Come la creatura che Tamara trova nel bosco, un “bambino che non somiglia alle cose del mondo”. Un piccolo essere che forse è umano e forse no e che scatena reazioni incontrollate e incontrollabili in quel paese sperduto, abbandonato a se stesso.
La vicenda è realmente accaduta ma, nel racconto di Viola Di Grado, la cronaca si trasforma e diventa subito metafora: dei mali del mondo, ma anche di quell’amore pericoloso che pretende di guarire tutto con la sua sola forza.

Una narrazione che a poco a poco si carica di suspense fino a diventare una storia ‘nera’, di emarginazione e di follia, scritta con un linguaggio straniante, mai artificioso.

È sorprendente la capacità dell’autrice di forzare la lingua, con accostamenti azzardati e scivolamenti di senso molto suggestivi.
Uno stile particolarissimo per raccontare l’amore al ‘tempo dei veleni’. Un romanzo ricco: per stile, per contenuto, per l’insolita ambientazione.»

Candidato Strega “La nuova stagione” Silvia Ballestra Bompiani

Candidato Strega “La nuova stagione” Silvia Ballestra Bompia


Proposto da
Loredana Lipperini

«La nuova stagione non è soltanto un romanzo sul territorio, le Marche della bellezza pagana, delle leggende legate a santi e sibille e del terremoto, ma è una storia di mutazione insieme generazionale e sociale che si incarna nelle due protagoniste, Nadia e Olga, e nei loro tentativi di vendere la terra ereditata dal padre.

E’ un romanzo di radici, certo, e di come, per quanto ci si possa allontanare per giovinezza, amore, scelte lavorative, si verrà comunque richiamati prima o poi indietro.

Ma è anche un romanzo che racconta il cambiamento nel mondo agricolo della post-mezzadria e delle multinazionali, l’espansione delle monoculture intensive, il regno surreale di una burocrazia paralizzante. Non c’è l’idillio nella scelta stilistica di Ballestra: c’è l’ironia, il gusto del paradosso, come nel racconto dell’odissea delle sorelle per disfarsi delle palme di proprietà, c’è l’attenzione per le vite piccole, le figure sullo sfondo degli affreschi che non vengono quasi mai narrate.

C’è, anche, la nostalgia per come si cambia: “Dunque era questo, il diventare definitivamente adulte (…) Disperarsi per una lettera di esproprio invece che per una lettera d’amore finito”.

C’è, infine, una lingua particolarissima, che ingloba il dialetto incastonandolo in una scrittura di divertita e antica bellezza, come le terre in cui nasce, e che canta: prova di maturità e insieme di immutata capacità di meraviglia da parte di una delle scrittrici italiane più importanti e più attente alle nostre nuove stagioni, letterarie e civili.»

Candidato Strega “Teresa sulla luna” Errico Buonanno Solferino Editore

Candidato strega “Teresa sulla Luna”Errico Buonanno Solferino Editore


Proposto da
Chiara Gamberale

«Come si fa ad affrontare la vita così com’è?
Quanto coraggio ci vuole, quanta incoscienza? Ma, soprattutto. Quante bugie? E deve per forza risultare una ferita, quella che separa la realtà dalle bugie di cui abbiamo bisogno per sopportarla? Non potrebbe essere un confine mobile, un passaggio segreto invisibile, che anziché mettere a rischio le nostre esistenze le protegga?
Queste, e molte altre domande, investono il protagonista di Teresa sulla luna, grazie a e per colpa di sua nonna. Teresa, per l’appunto.

Che della vita così com’è non sa proprio che cosa farsene. Non è né bella né brutta, né scema né particolarmente acuta, e non ha nessunissimo talento per niente.

Eppure, “suona”. O almeno è convinta di suonare, di portare con sé la misteriosa musica che fanno involontariamente le persone eccezionali, musica che si rivela la scottante eredità con cui il nipote è costretto a fare i conti.

Mitomane, scabrosa, grottesca, invadente, ridicola: meravigliosa Teresa. Leggendo le pagine di Errico Buonanno, che fanno ridere mentre fanno commuovere e fanno pensare mentre fanno sognare, diventiamo tutti suoi nipoti. Tutti costretti a scegliere fra quello che è vero e quello che sarebbe bello.

Tutti (purtroppo e per fortuna) incapaci di farlo, perché oltre a essere nipoti di Teresa siamo figli del Novecento, il vero personaggio chiave di questo romanzo raffinato, originale e spiazzante.»

“Il delitto di via Crispi n.21” Lidia Del Gaudio Fanucci Candidato Strega

Candidato Strega “Il delitto di Via Crispi n.21” Lidia Del Gaudio Fanucci Editore


Proposto da
Marcello Ciccaglioni

“Scritto con grande eleganza, riesce a calare il lettore nel periodo storico del ventennio fascista nelle giornate precedenti la visita di Hitler a Napoli.

La scrittura è fluida e raffinata, accurata e ben bilanciata, con scelte sempre adeguate al contesto narrativo; i personaggi sono descritti con pochi tratti ma sufficienti a renderceli con una vivezza cinematografica nel loro dolore e nella loro malinconia.

Mai una sbavatura, mai un momento di stanchezza, mai un cedimento al superfluo. Un giallo che prima di essere tale è un romanzo d’autore, un puzzle letterario.”

“Il ritratto” Ilaria Bernardini Mondadori Candidato Strega

Candidato Strega “Il ritratto” Ilaria Bernardini Libri Mondadori

 

Proposto da
Paolo Sorrentino

«Il ritratto, come tutti i libri seri, non si accontenta di essere una cosa sola. E’ classico e nuovo. Sa essere rigoroso, senza rinunciare alla libertà della divagazione. E’ ironico, ma s’impernia sulla gravità della perdita, della mancanza, dell’eterna, sconcertante fluttuazione dei sentimenti. Sono solo alcune delle ragioni per cui  Il ritratto è un libro bello e importante. »

 

“Luce del nord” Gianluigi Bruni Rubbettino Candidato Strega

Candidato Strega “Luce del Nord” Gianluigi Bruni Rubbettino


Proposto da
Antonio Pascale

«Il libro assolve una delle funzioni della narrativa: farci conoscere (con un romanzo) quello che sì, magari vediamo superficialmente ma non conosciamo in profondità.

Nella fattispecie sappiamo dell’esistenza dei poveri e marginali. Le statistiche li contano, i Media li etichettano, appunto, come poveri e noi li vediamo di tanto in tanto e abbassiamo lo sguardo, o li giudichiamo bene o male, a seconda dei nostri umori.

Ma uno scrittore come Bruni li osserva e racconta con misura e pathos le loro singole vite, li toglie dall’etichetta (di poveri e drop out) che li ha definiti e condannati, gli dà un nome, una storia, li fa muovere in un contesto, scandaglia emozioni, comportamenti, ambizioni, desideri, descrive le contingenze, le colpe i sogni.

Libro coraggioso, ben scritto, montato ancora meglio, rischia di diventare il caso dell’anno, perché sovverte statistiche cliché, illumina le storie nascoste, e getta addosso a noi un po’ ombra, necessaria quest’ultima per riflettere, pensare ai tre personaggi del libro: Frank, Cristian, Eva.»