“Cane da petrolio” Rick Bass Mattioli 1885 Editore

 

“Quanto siano numerose le strade non imboccate”

Rotte infinite, paesaggi che lasciano incantati, rocce levigate, deserti che contengono orme sfuggenti, cieli popolati di stelle, strade senza uscita e sogni ad occhi aperti.

La magia di una scrittura che vaga tra mete insolite ed è intrisa di poesia.

Ogni racconto è sospeso nel tempo, fa emergere il passato, un aneddoto, un’emozione.

“Potevo sentire cambiare le correnti sotto e intorno a me, mentre i cani rimescolavano l’aria, e potevo vedere le scie che lasciavano brillare sotto la luna: vortici di un nero oleoso e di un bianco iperreale.”

I colori si sbriciolano e si ricompongono, formano cerchi e insolite geometrie.

Arrivare fino alla fine, varcare il punto estremo dove tutto è possibile o fermarsi l’attimo prima ad osservare ciò che potrebbe essere successo.

I versi di Rilke a ricordare l’innocenza e a concedere tregua alla smania di voler crescere in fretta.

“Cane da petrolio”, pubblicato da Mattioli 1885 Editore e tradotto da Silvia Lumaca, è sperimentazione dell’avventura di esistere.

Brezza della notte che asciuga i corpi assetati di desiderio, tempesta di ghiaccio, profumi intrappolati nella neve, luce che si stempera nel blu accecante delle stelle.

Vite che scompaiono e altre che risplendono mentre le parole hanno un potere ipnotico.

“A volte anche la natura, la natura grezza, silenziosa, gioiosa, abbia paura, seppur leggermente, della marcescenza, di decadere.”

Rick Bass attraversa con leggerezza gli spazi compressi del non essere.

La sua è una letteratura spirituale e intima, giocosa e immateriale.

Un ricamo prezioso composto da storie e storie e storie.

“Non so dove finissero i pomeriggi.

Era come se neppure esistessero.”

Ecco la meraviglia, saper cogliere l’eterno e riuscire a raccontarlo.