“Terrapiena” Carola Susani minimum fax

 

“Italo lo avevamo trovato a Ponte di Leno, alla fine dell’estate”.

In “Terrapiena”, pubblicato da minimum fax, torna il personaggio ideato da Carola Susani in “La prima vita di Italo Orlando”.

Una figura sfuggente, spigolosa, misteriosa.

Riesce ad attrarre perché rappresenta il punto di rottura che apre gli spazi alla eccezione.

“La sua faccia era sguaiata, irridente,  benevola, boh.”

Voce narrante è Ciccio, un ragazzino che registra i mutamenti che capricciosi trasformano l’incedere stentato della sua Terra.

La Sicilia è una cartolina che si sgrana e mostra le differenze sociali che la attraversano.

Gli anni settanta portano il peso del terremoto e le baracche trasudano povertà e un misto di resa e ira contenuta.

La mancanza di acqua corrente, i colori che si sparpagliano tra le pagine, il senso di attesa, la trascuratezza della madre, l’invadenza arrogante dello “zio”: la scrittura poetica compie il miracolo di rendere viva una scenografia inquietante.

Un gruppo di hippie risveglia la comunità dal suo torpore atavico, ma è solo una voce di fondo, “canzoni dal ritmo antico” e cartelloni “che volevano Ricostruzione e Lavoro.”

Una dimensione altra al quale il nostro giovane personaggio si accosta con una curiosità che lo scuote dentro, gli promette una prospettiva di futuro.

La sua è un’allegria rabbiosa che ricorda gli scatti di Letizia Battaglia.

Non esiste un fermo immagine, il ritmo narrativo non si placa, incede nella vertigine di un’attrazione.

Storia proibita di una tenerezza infinita e Saverio forse è l’unico che riesce a cogliere nella personalità di Italo la fioritura di un sentimento.

Il romanzo è folgorante, bellissimo, allegorico.

Il dialetto è modulato con leggerezza creando un controcanto che accarezza e nel finale proviamo a risolvere non pochi interrogativi e la voglia di rileggere il testo, sentirne la Potenza evocativa, lasciarsi incantare da un misto di stupore e leggenda.

 

Agenda Letteraria del 13 marzo 2020

 

“Dopo il terremoto le famiglie degli impiegati e dei commercianti si erano ritrovate con i minatori, i delinquenti e i braccianti, nella stessa baraccopoli.

Ma l’eco della catastrofe che livella era presto stata soffocata dal ritorno alla vita.

Quando arrivò Italo, l’ordine si era già da tempo ricomposto lasciando i minatori e i braccianti a est e i delinquenti giù per la discesa.

Le famiglie bene erano riuscite a farsi mettere vicine, nella parte occidentale, alta e ventosa del villaggio.”

 

Carola Susani “Terrapiena” minimum fax