“Le affacciate” Caterina Perali Neo Edizioni

“Mi sono presa sul serio nascondendomi dietro a un’agenda zeppa di appuntamenti e consegne.

Mi sento fragile.

C’è stato un crac.

Senza il mio perpetuo e trafelato presente, mi sento perduta.

Voglio solo alzare di più le transenne e fingere che tutto vada bene.”

Un licenziamento improvviso e l’esistenza di Nina vacilla.

Al ritmo frenetico si sostituisce un tempo infinito difficile da riempire e la consapevolezza di un fallimento.

Crolla l’immagine costruita con tanta fatica.

“I miei rapporti sociali si sono sbiaditi come polpi al sole, stesi come stracci umidi su una griglia di strada.”

“Le affacciate”, pubblicato da Neo Edizioni, è una commedia tragicomica, arricchita da una scrittura moderna, immediata e al contempo molto introspettiva.

Racconta quella verità che vogliamo nascondere sotto i tappeti di un falso apparire.

Chi siamo al tempo del web? Quanto ne siamo condizionati?

Indossiamo una maschera ma siamo in grado di ritornare a guardarci allo specchio?

Perché la perdita del lavoro diventa colpa e vergogna?

La nostra protagonista non ha il coraggio di svelare il suo fallimento e costruisce un circolo vizioso di menzogne e paure.

E la frantumazione dell’identità, il senso di inadeguatezza, il costante bisogno di un like che attesti la nostra appartenenza ad un museo di ombre.

Non ci sono incontri ma chat mentre tutto assume i colori sbiaditi di una solitudine siderale.

“Connettersi con altre persone online è molto semplice, non lo è invece nel mondo reale.

In rete, l’altro è sempre presente, c’è sempre uno spazio dove poter entrare in contatto con lui o con lei.”

Caterina Perali non si accontenta di narrare la dicotomia contemporanea.

Offre al suo personaggio una opportunità. Il casuale avvicinamento con tre anziane signore trasforma la trama in un divertentissimo confronto.

Si delinea il ritratto di un femminile d’altri tempi e nelle storie che si intersecano si scopre una resistenza alle avversità, un entusiasmo nei confronti del futuro e tanta voglia di comunicare.

“Le cose sono pericolose solo quando lo diventano”.

Un romanzo da leggere come promemoria necessario per osservare con attenzione il nostro presente, per imparare a sorridere delle nostre nevrosi e perché no? Per cercare di correggerci.