“Sogni del fiume” Chandra Candiani Einaudi Editore

 

“Credo siano fiabe che hanno ancora voglia di pronunciare parole vecchissime come solitudine, dolore, gioia, amore, morte, e anche albero, muro, pattumiera, tram.”

Parole che avevamo perduto per strada, difficili da pronunciare perché riaprono ferite.

E di fronte al dolore preferiamo dimenticare e fuggire lontano.

Chandra Candiani le restituisce nell’integrità del senso, in una collocazione fiabesca.

Ci invita a tornare indietro nel tempo quando il vocabolario era scoperta.

Quando il fiume era voce suadente, la vita una sperimentazione senza fine.

Quando avevamo sogni forse impossibili ma quelle chimere ci aprivano alla conoscenza.

Oggi abbiamo paura del silenzio che ci avvolge, di attardarci con noi stessi, certi di vedere brutte copie di ciò che avremmo potuto diventare.

“Sogni del fiume”, pubblicato da Einaudi Editore, è canto sommesso di una Poetessa che da sempre ha trasmesso gli opposti dell’esistenza.

Il desiderio della bambina di correre insieme al fiume è la necessità di spegnere l’arsura, il bisogno di congiungersi con l’Origine di tutto.

È quel richiamo atavico dell’acqua, il ritorno al ventre che ci ha nutrito.

E mentre l’usignolo malinconico ritrova la sua risonanza, siamo spinti a liberarci dallo “scorrere dei rumori senza sentimento.”

“Cantò la fine dell’amore perché tutti temono la sua leggera morte, cantò la fine della gentilezza e cantò se stesso e la sua gratitudine per essere nato così, malinconico.”

In tutti i racconti la poetica del sentire, del cedere al richiamo di un tempo che sembra sfumato.

Con la rosa trasformarsi e nella metamorfosi abbracciare il vento.

Milano e quel silenzio che ha il sapore aspro dell’inverno dove ci si incontra per caso per riscoprire insieme il valore del logos.

Un sasso e una formica, il pianto che scioglie le sovrastrutture di un’operosità che distrugge, l’angelo giardiniere e i pensieri trasformati in polvere.

Pura magia che consola e affascina nella certezza che “ogni sogno, per il solo fatto di essere stato sognato, si realizza anche contro la più severa delle leggi.”

“L’amore apre il petto

L’amore è una notizia

L’amore è il vuoto

L’amore è il caos

L’amore è la nuvola

La nuvola piove

La pioggia ama

L’amore piove.”

Sembra un gioco verbale ma c’è dell’altro.

È la concatenazione del niente e del tutto, del vuoto e del pieno.

L’unicità di ognuno, la materia che si congiunge allo spirito, la creatività che scrive una nuova forma poetica: un testo lieve, delicato, arricchito dalle illustrazioni di Rossana Bossù.

Piene di colori, dalle forme strane sono una ulteriore prova che siamo “un insieme di briciole di biodiversità.”

Per imparare che ognuno ha un suo potenziale di unicità, per tornare ad amarsi e ad amare.