“Chi ha ucciso Sarah? Andrej Longo Sellerio Editore

 

Pronti a partire?

Vi avviso: sarà un viaggio ricco di sorprese e non servono bagagli.

Basta trovare posto nel treno di un noir costruito con intelligenza e acume.

Ad accompagnarci e a farci da Cicerone Andrej Longo, un maestro nella realizzazione di una trama fitta di colpi di scena.

Andiamo a Napoli, amici.

Scopriremo l’anima oscura di una città bellissima e complessa.

Ne apprezzeremo gli scorci paesaggistici, entreremo dei palazzi dei ricchi, sentiremo il brivido del Male.

Una giovane di buona famiglia, Sarah Lo Russo, “tranquilla, educata, sempre gentile con chi incontrava”, trovata morta nello stabile di un androne.

Inizia così l’avventura di “Chi ha ucciso Sarah?”, pubblicato da Sellerio Editore.

Un gioco perfetto nell’incastro di ogni dettaglio in un crescendo di tensione.

Le indagini vengono svolte da una squadra che vi piacerà.

A dirigere il caso il commissario Santagata, sempre vestito di nero, uomo complesso e preciso nel mettere insieme gli indizi.

Delizioso nella sua innocenza l’agente Acanfora, un cuore sensibile, verace napoletano.

Non può mancare il bresciano Cipriani, che mal si adatta alle abitudini e ai vizietti del sud.

“Il mare era una tavola.

Dal finestrino guardavo i riflessi del sole sopra all’acqua.

Pareva tale e quale a quando si rompe il termometro per la febbre, che esce il mercurio e fa tante palline argentate.

E le palline saltellavano sull’acqua.”

Una scrittura visiva e allusiva, arricchita dal suono meraviglioso del dialetto.

Un controcanto, quello di un popolo antico.

Posillipo e la Sanità, due quartieri, due storie differenti.

Lo scrittore riesce ad inquadrare entrambe le facce di uno stesso luogo, mostrando le contraddizioni e i disagi delle periferie, riuscendo a raccontare la diversità inconciliabile tra ricchezza e povertà.

“Dentro a questi profumi di sugo e bucato che fanno stare tranquilli, si trovano commerci che uno manco se li può sognare.

Basta infilarsi in qualche vicolo lì attorno, in un portone buio che odora di umido, e là ci stanno mani che in un secondo si scambiano denari, bustine di hashish o roba da buttarsi dentro alle vene.”

La sintesi perfetta di una realtà, lo sguardo attento di chi vuole comprendere e certamente essere motore di un cambiamento.

Lasciatemelo dire, il romanzo è istruttivo, bello, intenso, esplosivo in un finale che non ipotizzavamo.

Quando arriviamo al capolinea ci dispiace lasciare i personaggi ma sia certi di riincontrarli e questa consapevolezza ci rende felici.