“La ragazza che cancellava i ricordi” Chiara Moscardelli Einaudi Stile Libero

 

Nell’ideare “La ragazza che cancellava i ricordi”, pubblicato da Einaudi Editore nella Collana Stile Libero, Chiara Moscardelli non si è risparmiata.

Ha costruito una trama che si sviluppa su più linee, mantenendo un equilibrio tra le tante storie.

Veniamo subito attratti da Olga, la tatuatrice.

Forte, determinata, simbolica rappresentazione dell’eroina contemporanea.

Pronta a mettersi in gioco lasciando fuori il sentimento.

Questo le ha insegnato il padre quando è comparso come un lampo nella sua esistenza.

E lei a questo uomo si è affidata pur non comprendendo i tanti lati oscuri di una personalità sfuggente.

Quando scompare misteriosamente l’amica Melinda la nostra protagonista non ha esitazioni.

Deve comprendere cosa è successo.

Il romanzo è strutturato come un noir ambientato nel sommerso universo delle escort ma c’è qualcosa che subito incuriosisce.

Si profila uno scenario insolito, misterioso e ambiguo.

La scrittrice ci regala i sogni e le speranze di ragazze consapevoli delle loro scelte e questo sguardo onesto rende il testo molto interessante.

Ma a colpire non sono solo i numerosi colpi di scena.

È intrigante l’analisi dei fantasmi della mente, delle paure che opprimono Olga.

Il terrore di perdere la memoria e come la madre assistere allo sgretolamento di ogni certezza diventa elemento di disturbo, come un’ossessione da celare.

Il rapporto con gli altri, il bisogno di proteggersi nascondendo la parte più intima del sè mostrano la dicotomia tra ciò che si è e ciò che si può mostrare.

Raffinatissimo il tratto psicologico che appare e scompare durante tutto il costrutto narrativo.

I riferimenti esoterici, la rappresentazione del Male, il costante ritorno al passato affiorano grazie ad una scrittura nitida, precisa, espressiva.

Il conflitto domina le pagine, crea tensione, fa virare il libro verso una spinta irrazionalità.

Ragione e istinto, quale forza dominerà?

Bisogna andare fino in fondo, cercare nell’anima del padre i colori opachi del peccato, rispondere ai troppi dubbi.

E forse finalmente imparare ad amare.

Una utile lezione per chi vuole liberarsi dall’ingombro di dipendenze affettive, un invito a lasciarsi andare e a credere nel Bene.