“Una vita vera” Brandon Taylor Codice Edizioni

 

“Voleva qualcosa di più.

Era infelice, e per la prima volta in vita sua, quell’infelicità non sembrava del tutto necessaria.

A volte avrebbe voluto affidarsi al suo istinto, saltare fuori dalla sua vita e buttarsi nel vasto vuoto insondabile del mondo”.

 

Wallace, giovane nero, omosessuale, ha lasciato le aride terre dell’Alabama e nel Midwest degli Stati Uniti attraverso un dottorato prova ad uscire dal pantano di un passato di violenze e abusi.

“Devi lasciare che il passato rimanga dov’è, congelato e impossibile.

Devi abbandonarlo se vuoi andare avanti, se vuoi sopravvivere, perché il passato non ha bisogno di un futuro, non sa cosa farsene di quello che viene dopo.

Il passato è avido, ti divora, è sempre pronto a prendere.

Se non lo trattieni, se non lo fermi come una diga, il passato invade e inonda e annega.”

“Una vita vera”, pubblicato da Codice Edizioni e tradotto Gioia Guerzoni, è uno splendido romanzo esistenzialista.

Tutto ruota intorno ad una gioventù che si aggrappa alle sabbie mobili di un avvenire sfumato.

Ma è la personalità del protagonista che domina la scena e nelle sue domande si coagula il senso di confusione e di spaesamento di una generazione che vorrebbe fare il salto di qualità.

Sullo sfondo un razzismo velato che rende ancora più complicato uscire da un destino già scritto.

Amicizia, amore, gentilezza che valore dare a parole che potrebbero essere solo vuoti contenitori?

Nel lavorio interiore niente viene sottovalutato, non si ha pietà per sé stessi ed in questo risiede la forza narrativa di Brandon Taylor.

La relazione può essere devastante, dolorosa e solo attraverso l’unione di due corpi che si cercano e si respingono si raggiunge la perfezione simbiotica.

La ricerca del sè è lacerante e straziante, ha la forma di una nuvola ingombrante, il colore di terre inesplorate.

Un gioiello letterario che invita ad accettarsi e a perdonarsi.