“Contro Pinocchio” Aurelio Picca Einaudi Editore Stile Libero

 

Perchè leggere “Contro Pinocchio”, pubblicato da Einaudi Editore nella Collana Stile Libero?

È:

Divertentissimo

Originale

Onesto

Educativo

Provocatorio

La lista dei pregi può allungarsi all’infinito e sono certa che i lettori trovereranno altre qualità ad un testo che può definirsi spurio.

Saggio che può essere letto come un romanzo con uno sviluppo ad onde concentriche che potrebbero unirsi in un nucleo centrale ma non è detto…

Viaggio tra i ricordi d’infanzia, ripercorrendo il valore nella fiaba tramandata oralmente.

Studio sociologico di un testo attraverso un’attenta valutazione del suo messaggio e delle implicazioni che questo può avere.

Colto inno “al meraviglioso paesaggio toscano”, con tanto di mappa non solo di luoghi ma anche di personaggi storici.

Accostamento al cinema e al teatro attraverso passaggi che solo una mente geniale può partorire.

Splendida lettera ai “Ragazzi – Futuro che andrebbe letta e commentata nelle classi.

“Se non andate a Santa Croce in Firenze, scannatevi con un coltello.

E di Napoli non parlo, altrimenti mi uccido.

Invece cercate di morire tra i templi di Agrigento,  nel caldo di bolla che mai esplode.

In Calabria baciate le cosce ai Bronzi di Riace.

E dal golfo di Sapri lasciatevi cadere giù, non toccherete mai terra.

E poi e poi e poi senza fine, andare e andare come feci io un millennio fa.”

Questo è solo un assaggio dell’affresco certamente fuori dal comune della nostra bella Italia.

Ricorda il ritmo scanzonato di “Arsenale di Roma distrutta”, che ci restituisce una mappa frastagliata e a tratti visionaria della città eterna.

Interessante è la demolizione di un mito letterario, partendo dai personaggi in un’esilarante analisi della loro veridicità.

Questo tema va approfondito perché credo che l’autore tra le righe voglia suggerirci di rivedere il nostro modo di interpretare la lettura.

Essere liberi di giudicare, valutare lo spessore culturale e simbolico dei testi, comprendere dove sta l’inganno.

Da non sottovalutare l’aspetto pedagogico di questa spettacolare esibizione letteraria.

Perché di esibizione si tratta, ma attenzione, si passa dalla commedia, alla farsa, al teatro di burattini tanto per restare in tema.

Da “Cuore” a “I ragazzi della via Paal: la passeggiata continua in una ridda di trovate, suggerimenti, risvolti emozionali.

Quando si arriva alla meta ci si accorge che:

“Crescere è un perdersi nel mondo.

È bene che succeda.

Deve accadere.

È bene ferirsi.

Farsi male.

All’inizio…”

Grazie ad Aurelio Picca per averci ricordato di non perdere lo spirito critico.

Solo così passo dopo passo identificheremo la nostra Itaca e una volta trovata saremo pronti per affrontare le sfide che la vita ci impone.