“La rosa armata” Costanza Durante Elisa Menini minimum fax

 

 

L’esordio della nuova Collana “Cosmica” è una bomba.

Ancora una volta minimum fax esprime quel percorso di sperimentazione che la contraddistingue.

Approdano in libreria libri molto particolari.

Definirli fumetti è un pò riduttivo perché non possono essere incasellati in un unico genere.

“La rosa armata” è stratosferico, rivoluzionario e bellissimo.

Racconta la storia di Rosa, una ragazzina che dovrà imparare una nuova parola.

Una parola terribile che la costringerà a perdere l’innocenza dell’infanzia.

Siamo in un paesino delle Langhe e il 1944 è un anno che frantumerà le certezze di una famiglia contadina.

Il padre ucciso dai fascisti, le bombe a distruggere le case.

La nostra protagonista e l’amica Gisella sono costrette a fuggire.

Il bosco con i suoi suoni spettrali, il freddo, la paura.

A salvarle dalla morte e ad accoglierle nel loro rifugio le donne della Brigata delle Streghe.

Coraggiose, impavide, affrontano il nemico, imbracciano i fucili.

Ed ecco che Rosa conosce una realtà altra e giorno dopo giorno acquista consapevolezza.

Riconosce da che parte stare.

Costanza Durante e Elisa Menini raccontano la resistenza da un’angolazione innovativa.

Non solo perché regalano alle partigiane quel ruolo che la Storia le ha negate.

Ci insegnano che gli ideali non nascono dal nulla, sono frutto di un lavorio mentale.

Un graphic novel animato, molto scenografico dove i corpi hanno un spazio dominante.

Azzeccata la scelta dei colori che in alcuni passaggi sono accecanti, essenziali i dialoghi.

In poche battute si evidenzia il pathos, la rabbia, la determinazione.

I luoghi restituiscono stati d’animo, ogni pietra, ogni albero, ogni animale ha una sua voce.

Lascio ai lettori il piacere di conoscere i tanti volti interpretati dagli uomini.

Una sola avvertenza: attenti a giudicare.

Spesso Male e Bene possono essere cangianti.

In un finale che lascia senza fiato un messaggio forte.

Niente e nessuno può intralciare il percorso di crescita, nemmeno ciò che credevamo fosse amore.

“Non vorrei un’altra guerra nemmeno tra un milione di anni.”

Un monito che colloca il libro nel nostro presente, attualizza il passato.

Un commovente inno di libertà dedicato a tutte coloro che credono nella pace.