“Crescita selvaggia” Sheng Keyi Fazi Editore

 

Sheng Keyi continua a sorprenderci.

Quando nel 2019 è arrivato in libreria “Fuga di morte”, siamo stati spiazzati dal coraggio di qusta autrice.

Un testo audace e rivoluzionario, un atto d’accusa e un evidente riferimento alle proteste di Tienanmen.

Originale rivisitazione dei fatti filtrata da una spinta creatività.

“Crescita selvaggia”, pubblicato da Fazi Editore e tadotto da Federico Picerni, ribalta la scenografia e accende i riflettori sulla comunità cinese.

Sarà la famiglia Li a farci compagnia e ad una prima impressione il romanzo può essere classificato tra le saghe familiari.

“La nostra famiglia era priva della capacità di consolare gli altri, ciascuno gestiva le proprie emozioni in solitudine, ma effettivamente nessuno aveva mai perso il controllo. La luce in un mondo di menzogna non è che il neon di un obitorio.”

Lo stile è asciutto e al contempo molto descrittivo.

Ogni personaggio viene ritagliato all’interno della struttura narrativa con precisione chirurgica.

Si ottengono delle sagome delineate fisicamente e psicologicamente.

La sorella, il nonno, il padre emergono nella pagina grazie alla spontanea e divertente rappresentazione caratteriale.

Sembra che questa scenografia casalinga quieta sia una copertura, una specie di sotterfugio dialettico.

L’autrice si avvale di un’ironia tagliente per dimostrare quanto sia deplorevole la subalternità femminile.

Le figure maschili sembrano delle maschere obsolete di una sub cultura che non produce frutti.

Spettacolare la protagonista e voce narrante.

Sa cosa vuole e non si lascerà intralciare, ha compreso che la conoscenza e il sapere sono le sue uniche armi.

“Nel giro di tre mesi la mia capacità di portare avanti una vita sociale fece passi da gigante, ebbi persino un’avventura di una notte con un artista capellone.

Non mi sarei mai immaginata che anche una donna potesse vivere così.”

Emanciparsi significa mettere in pratica stili di vita impensabili per la mentalità cinese.

“È a fare i giornalisti che si scopre quanto sia storta la società.”

Affermazioni tanto forti animano il testo, danno un taglio decisamente politico.

Ma c’è dell’altro.

Credo che nella sorte toccata ai due fratelli sia scritta la vera ribellione di una donna che non ha paura delle sue idee.

Una domanda sorge spontanea: che ruolo ha il fato e come si può modificare?

A voi il piacere di trovare una risposta.

Una piccola nota: i libri di Sheng Keyi sono censurati in Cina.

Basta questa sconfortante realtà per apprezzarla e per conoscerne la qualità letteraria.