“Dasvidania” Nikolai Prestia Marsilio Editore

 

“È così che mi immagino descritto in terza persona, mentre mi accendo una morbida osservando il disegno a matita di un cavallo appeso al muro della mia stanza.

Così ricordo quel posto.

Kola ero io, Kola sono io.”

Il bambino e l’adulto in una proiezione temporale necessaria per purificare la scrittura.

Nikolai Prestia in “Dasvidania”, pubblicato da Marsilio Editore, riesce a rendere l’esperienza personale un racconto collettivo.

La sua è voce dei tanti ragazzini abbandonati, costretti a vivere negli orfanotrofi.

Ambientato nella Russa post sovietica il romanzo supera i confini geografici, diventa luogo metaforico dell’infanzia negata.

La struttura narrativa prende le distanze dalla letteratura classica.

Ha un linguaggio moderno, movenze lievi e mai caricate dal peso del dolore.

Scene di vita quotidiana nell’accettazione di una condizione che non è colpa.

Non è casuale l’attenzione alla figura della madre e la tenerezza del ricordo.

Donna che non ha avuto scelta, simbolo di una femminilità schiacciata da un destino avverso.

I compagni, il direttore, la sorella e tutti coloro che entrano anche solo per un attimo nel racconto sono importanti perchè fanno parte di un tempo cadenzato da piccoli eventi.

Le descrizioni di ogni dettaglio mostrano sensibilità verso il fuori, quel fuori che fa immaginare un futuro.

“Ricordo il cielo: blu mare nelle campagne vicine e per le strade grigio scuro, un impasto di neve, smog e malinconia.

Il cielo lo fissavo sempre.

Crescendo ho perso l’abitudine di farlo, ma a volte mi capita ancora.

E mi domando, adesso come allora: cosa se ne fa delle stelle quel cielo?

Esprime un desiderio?

È lui a farle cadere?”

Nelle domande esistenziali che attraversano il testo c’è la curiosità di chi ha saputo mantenere l’innocenza.

Un dono raro per un autore esordiente, una promessa per una scrittura che sa essere introspettiva senza chiudersi in falsi giochi psicoanalitici.

Una mela, una camicia, un fotogramma regalano attimi poetici irripetibili.

Sono il passato che non può essere cancellato, il presente che va vissuto e il futuro che si profila all’orizzonte.

Da leggere con emozione ricordando che:

“Il coraggio è non dimenticarsi mai

Portarsi dietro ovunque.

Svelarsi davanti a chi ti ama.”