“Contro Amazon. Diciassette storie in difesa delle librerie, delle biblioteche e della lettura” Jorge Carrión Edizioni e/o

“Per noi un libro è un libro è un libro.

E la sua lettura – interesse e regalo – è un rito,

l’eco dell’eco dell’eco di ciò che fu sacro.”

Amazon uccide il desiderio e il ricordo del momento magico in cui scegli cosa leggere.

È un algoritmo che ha eliminato la partecipazione umana trasformando “il cliente in influencer.”

È mercato che non si preoccupa di conoscere la mente dell’acquirente pur registrandone i dati personali.

“Contro Amazon. Diciassette storie in difesa delle librerie, delle biblioteche e della lettura”, pubblicato da Edizioni e/o, è l’accorato invito ad affidarsi e a fidarsi del cartaceo.

Un viaggio che traccia una topografia culturale, letteraria e mentale.

Le prime letture, quel tempo indimenticabile che apre spiragli inaspettati.

La disposizione della libreria che non è mai casuale, ma frutto di una mappa intellettuale costruita giorno dopo giorno.

Jorge Carrión costruisce un castello personale e collettivo dove perdersi e ritrovarsi.

“Attraverso tutti questi libri che mi circondano quotidianamente mi sento vicino sia a me stesso – a quello che ero, il lettore che è andato crescendo, cambiando, accumulando strati – sia all’informazione, alle idee che contengono.

O che soltanto insinuano.

O che semplicemente creano collegamenti ipertestuali: molti dei miei libri sono pianeti che orbitano intorno a pensatori, scrittori, personaggi storici che non conosco di prima mano, che sono amici di amici, complici involontari, pedine mobili di un complesso sistema di possibili conoscenze.

Amici, conoscenti, futuri. Queste sono le tre etichette che dovranno organizzare la mia biblioteca.”

Maiorca, New York, Buenos Aires: ci si diverte incontrando librai, scrittori, intellettuali.

Commovente l’intervista ad Alberto Manguel, direttore della Biblioteca Nacional De Argentina.

“Avevo pensato che la letteratura fosse emozionale, filosofica, avventuriera.

Borges mi insegnò a preoccuparmi di come quel certo testo fosse stato costruito prima di trasmettere emozioni.”

Il saggio ha una varietà di temi e di occasioni di riflessioni.

È un inno al piacere della lettura, un canto indirizzato soprattutto alle nuove generazioni.

È la curiosità e la scoperta, la ricerca del ritmo di un testo, l’amore per le connessioni tra parola ed emozione.

“Le buone librerie sono domande senza risposta.

Sono luoghi che ti provocano intellettualmente, che codificano enigmi, che ti sorprendono e ti impongono sfide, che ti ipnotizzano con quella melodia – o cacofonia – creata dalle luci e le ombre, gli scaffali, le scale, le copertine, la porta che si apre, un ombrello che si chiude, cenni del capo che dicono salve o arrivederci, la gente in movimento.”

Un libro da esplorare ed insieme all’autore visitare la biblioteca del Nautilus, di Don Chisciotte, di Babele.

Mi piace immaginare che Borges mi sia stato compagno e amico in questa esaltante avventura e che mi abbia sussurrato:

“Sei dentro e la fortezza cinge l’universo

E non ha verso né inverso

Né esterno muro

Né segreto centro.”