“Dentro la sala degli specchi” Liv Strömquist Fandango Libri

 

“Ci affidiamo ancora di più ai modelli perché ci aiutano a indirizzare i nostri desideri verso determinate cose.

Quindi: adesso viviamo in un’epoca in cui il desiderio mimetico si è intensificato, è completamente libero e illimitato, come conseguenza della dissoluzione di tutti i divieti.”

Nasce così la “rivalità mimetica” e il modello diventa un ostacolo.

Come reazione a catena siamo invischiati nel meccanismo della competizione.

Cosa resta del nostro Io?

Quanta autonomia ha, come si vede?

“Dentro la sala degli specchi”, pubblicato da Fandango Libri e tradotto da Samanta K. Milton Knowles, è un graphic novel divertente e istruttivo.

Ideale per chi vuole svincolarsi da standard imposti, sta provando a costruire in maniera autonoma il proprio Ego, non si sente adeguato, ha un’immagine distorta del corpo.

Cosa ci ha portato a considerare la bellezza come pilastro fondamentale della società?

È preoccupante la scissione tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere e ancora più allarmante la dissociazione che sta avvenendo tra ciò che postiamo sui social e la nostra anima.

Liv Strömquist é una delle più note fumettiste svedesi, ha una verve tagliente e provocatoria.

Usa molto i colori e le sue linee si inseguono sulla carta.

Abbiamo quindi due rappresentazioni: quella grafica e quella parlata.

La vignetta illustra il concetto e autorevoli sociologi, storici, filosofi sono voci fuori campo, come coscienze amiche che mostrano la giusta direzione.

Dalla principessa Sissi a Giacobbe, a Rachele e Lia: un excursus che unisce il prima e il dopo.

Un testo gradevolissimo, spregiudicato che ha il coraggio di mostrare i punti deboli di una sub cultura capitalista dove la donna purtroppo torna ad essere oggetto del desiderio.

Per vincere la paura di essere diversi, per imparare ad essere autentici.

Buona lettura!