“La biblioteca dei sussurri” Desy Icardi Fazi Editore

 

Desy Icardi sa descrivere le atmosfere familiari.

Nelle sue storie si percepisce un attento lavoro sul personaggio, la costruzione della psicologia, dei tratti somatici e caratteriali.

È come se volesse regalarci figure realmente esistite, compagne nel nostro peregrinare sulla terra.

Ci riesce brillantemente anche nella sua ultima prova letteraria.

“La biblioteca dei sussurri”, pubblicato da Fazi Editore, è ambientato in una Torino che incanta.

Ha qualcosa di antico e di moderno, una sfumatura che vira verso i colori della nostalgia.

In questo teatro ovattato la casa sulla Dora si distingue per i suoi rumori vitali.

Interprete di una magia che va aldilà del visibile è la prozia Dorina, figura che diventerà riferimento non solo della voce narrante ma anche di noi lettori.

Il cugino Fulvio con il passo dinoccolato, il padre eterno studente di non si sa quali materie, la zia Maddalena con quella “debolezza di cuore” che la estranea dal convivio, lo zio Bruno sempre in viaggio per itinerari fantasiosi.

“Eravamo gente comune, che nella casa sulla Dora faceva cose comuni.”

La capacità della scrittrice è quella di trasformare la normalità in qualcosa di speciale.

Sa far circolare sentimenti e idee, sa cogliere gli impercettibili suoni del cuore.

Entra negli spazi in cui si insinua la morte e con dolcezza infinita invita a spezzare il silenzio.

A ritrovare parole che, come in tutti i romanzi, sono preziose.

E dove sono tutti i fonemi possibili?

In un luogo speciale abitato da un vecchio saggio, l’avvocato Edmondo Ferro.

Signori, siete pronti ad entrare nella Biblioteca comunale?

Vi avviso, sarete coinvolti in mille avventure che avranno come protagonisti i libri.

Sarà l’anziano signore a giudare nella scelta dei testi la giovanissima protagonista.

È il sapere che si trasmette da una generazione all’altra, è la complicità che nasce tra le pagine.

“L’infanzia .. è una malattia curabile dalla quale presto guarirai e, una volta che te ne sarai sbarazzata, sarai libera di prendere le tue decisioni.

Ti accorgerai, tuttavia, che non è affatto facile decidere per se stessi, motivo per il quale molti adulti non sanno prendere alcuna decisione.”

Con tono pacato e gentile l’autrice si trasforma in terapeuta delle anime.

Seguiamo il suo entusiasmo per la parola scritta, sentiamo vivi tutti i sensi e abbiamo la certezza che “noi lettori sappiamo fronteggiare ogni problema, perché l’abbiamo affrontato seguendo la scia d’inchiostro tracciata dai grandi autori del passato.”

 

 

“La ragazza con la macchina da scrivere” Desy Icardi Fazi Editore

“Senza memoria, ogni cosa perde di valore e di utilità”

Le dita ritrovano l’entusiasmo di un tempo e danzano sui tasti dell’Olivetti rossa.

Una sfida all’oblio che ha invaso la mente lasciando un ingombro sempre più flebile di immagini.

Dell’anziana Dalia ci si innamora subito per quel guizzo di vitalità che la rende umana.

Come nasce l’impellente necessità di lasciare un segno tangibile della propria esistenza?

Quanto l’ictus ha intaccato e diviso in due la sua personalità?

Come coniugare il prima e il dopo?

Tornare indietro attraverso il potere lenitivo della parola scritta.

“Questo pomeriggio ti sei proprio divertita, è a tratti intenerita, nell’osservare la te stessa di tanti anni fa”.

Un album di foto color seppia e i turbamenti amorosi,  “in una sinuosa danza di stupore e perplessità”.

“La ragazza con la macchina da scrivere”, pubblicato da Fazi, è un omaggio al passato, un memoriale che si scompone in piccoli eventi.

La Casa del Fascio, le Piccole Italiane, la guerra alle porte, il matrimonio, le sconfitte e le ferite diventano pretesto per trasformare la Storia in percorso personale.

Desy Icardi riesce a passare dalla prima alla terza persona senza intoppi, propone un affresco carico di ombre da decifrare.

Il romanzo prende le distanze dalla commedia, si muove con disinvoltura confrontandosi con quella parte di sé che aveva fatto intravedere in “L’annusatrice di libri”.

Sceglie un linguaggio essenziale ma sa nascondere nell’intreccio una interessante analisi psicologica dei suoi personaggi.

Offre uno spiraglio di normalità non solo alla sua protagonista, ma a tutti coloro che affrontano la salita finale.

 

 

Agenda Letteraria del 20 febbraio 2020

 

 

“Dalia si rizzò in piedi e si guardò intorno: la stanza era bianca come un paesaggio montano e risplendeva di bagliori solari che colavano giù dal soffitto”

 

“Per un istante il flusso dei pensieri ha rallentato, permettendoti di vedere nitidamente la tua mano che si infilava nella tasca e ne tirava fuori il fazzoletto ripiegato, con le tue iniziali da signorina.”

 

“Decidi di conservare questo secondo enigma per un momento successivo.”

 

 

Desy Icardi “La ragazza con la macchina da scrivere” Fazi Editore