“Di là dal tramonto” Stewart O’Nan minimum fax

 

“Di là dal tramonto”, pubblicato da minimum fax e tradotto da Dante Impieri, è di una bellezza lancinante.

Si trattiene il fiato, fermandosi su un passaggio, copiando una frase.

È il romanzo, quello che volevi leggere da una vita ed eccolo finalmente tra le tue mani.

Lo stupore accompagna il lettore ad ogni pagina e più ci si addentra nella trama più ci si sente pervasi dalla meraviglia.

Eccolo Francis Scott Fitzgerald, colui che continua ad essere una luce che non potrà mai spegnersi.

Le sue opere ci hanno fatto crescere e maturare, sognare, ridere e piangere.

Non è più acclamato dalle folle, sta percorrendo un declino professionale e personale.

Una carta da giocare è quella dello sceneggiatore ad Hollywood anche se non è il suo mondo.

È un sacrificio, un atto di resistenza alla decadenza.

La sua Zelda è ricoverata in una clinica per malattie mentali.

Frantumi della donna tanto amata.

Stewart O’Nan riesce a farci vivere quegli anni, senza forzare sulla biografia.

Ricostruisce gli eventi, li intreccia con voce poetica in una storia straordinaria.

Colpisce la delicatezza delle scene, il pathos nei momenti difficili.

Racconta l’uomo nella sua infinita fragilità, desideroso di esserci, nell’ultima lotta col destino.

I riflettori sono puntati su Scott mentre eccellente è la narrazione del contesto.

Nomi noti e meno noti affollano la struttura narrativa ed ognuno è testimone di un’epoca e di un mondo.

Un viaggio nel cinema e nella letteratura ma anche la rappresentazione delle relazioni, degli incontri, degli inciampi e delle risalite.

L’attrazione per la giornalista Sheilah Graham e quella storia di alti e bassi tra entusiasmi e sensi di colpa.

Il testo evidenzia la dicotomia tra ciò che si era e ciò che si è, scuote il tempo e prova a reinventarlo, offre un’opportunità e un sogno.

Si dibatte tra fallimento e speranza, un esile filo li unisce e basta un soffio di vento per rompere il legame tra due opposti.

Mostra cosa è il sentimento eterno e il bisogno di proteggere chi si ama, racconta il dolore per una pagina che resta bianca, la rabbia per un rifiuto di una società che sa acclamare e distruggere.

Invita a non giudicare chi cade e a comprenderne lo spaesamento.

Bellissimo ed educativo, un’elegia alla vita che, comunque vada, fino all’ultimo istante va assaporata.