“Le minime di Malinconico” Diego De Silva Einaudi Editore

 

 

“Nella vita vera non posso cancellare, tornare indietro, ripensare a quello che ho detto, correggerlo.

Allora scrivo per prendermi la rivincita sulle parole.

Per raccontare come sarebbe andata se avessi scelto quelle giuste.”

“Le minime di Malinconico”, pubblicato da Einaudi Editore, ci regala uno sguardo trasversale utlissimo per riorientare le idee.

Si sperimenta il bianco e il nero, la possibilità A e quella B, la salita e la discesa.

Ci si sente attraversati dal Tempo che “passa e non è a disposizione di nessuno”, da non sprecare e vivere con consapevolezza.

Ci si domanda quanto si è coerenti con sè stessi e con gli altri, quale parte decidiamo di interpretare, se siamo vittimisti o vigliacchi.

Ogni frase merita attenzione e riflessione, scombina l’ordine che ci siamo falsamente costruito e ci mette un pò in crisi.

È come se la nostra coscienza ci parlasse con voce decisa ricordando che “viviamo in una società isterica che cova rancore e desiderio di rivalsa ma non lo dice, non si oppone apertamente al nemico e non lo sfida, piuttosto aspetta l’occasione per prenderlo alle spalle o lavora sottobanco per fregarlo.”

Mi piace paragonare questa meravigliosa raccolta di pensieri ad un vademecum dove trovare pezzi che mancano al nostro puzzle personale.

Ma attenzione, Diego De Silva sa anche provocare, ironizzare, emozionare.

Sa sorridere delle sbandate, non nasconde le indecisioni, racconta l’essenza dei sentimenti, spiazza quando afferma che “la solitudine è bellissima, quando hai qualcuno.”

“La delusione è il più didascalico dei sentimenti.

Guarda in faccia una persona delusa e nove volte su dieci capirai perchè.”

Come si fa a non amare Vincenzo Malinconico?

È espressione sfaccettata di ognuno di noi ed ha il coraggio di ammetterlo.

È abitato dal dubbio, sa mettersi in discussione, si diverte a giocare con le assonanze verbali.

Possiamo finalmente averlo accanto e state certi, saprà trovare la frase giusta per tutti.

E soprattutto ci ricorda che “la vita va presa, usata, spesa: al limite sprecata.”

 

 

@ALibri19 recensisce “I valori che contano” Diego De Silva Einaudi Editore

 

@ALibri19 recensisce “I valori che contano” Diego De Silva Einaudi Editore

Mi batterò in ogni corte dello stato! Perché posso spiegare tutto: la scala, i toast per due, la bionda in cucina!

Questo diceva Richard Sherman protagonista insieme a Marilyn Monroe in Quando la moglie è in vacanza celeberrima pellicola di Billy Wilder. E più o meno, con le giuste misure e fatte le dovute proporzioni, potrebbe essere una frase dell’avvocato Vincenzo Malinconico, il fortunato e amato personaggio nato dalla penna di Diego De Silva e che è appena tornato nel nuovo romanzo della serie a lui dedicata, con I valori che contano.

Chi ama De Silva e soprattutto l’avvocato Malinconico, non potrà che rimanere affascinato da questo libro che è probabilmente più riuscito della serie (e certo i precedenti erano del tutto pregevoli anche loro). Ma in questo ultimo lavoro è come se anche lo stesso protagonista fosse maturato e avesse preso coscienza e conoscenza dei suoi sentimenti, dei valori davvero importanti della vita, degli affetti più cari, compreso il meraviglioso felino Alfonso Gatto, che da solo merita un plauso speciale all’autore, il quale di meriti come autore ne ha anche molti altri ovviamente.

De Silva sforna un romanzo sentimentale dove le peripezie e la tensione descrittiva sono solo un bellissimo corollario a una trama tutta incentrata su principi, virtù, qualità e doti. Un racconto che pone l’accento su come si cambia quando si scopre di non essere più tanto in buona salute e nonostante tutto ci si sforzi di restare ottimista e nello stesso tempo disposto a tendere la mano agli altri.

Tutto inizia con una retata al quarto piano del palazzo dove abita l’avvocato Malinconico, solo di nome come i lettori più affezionati sanno e come i nuovi lettori scopriranno leggendo questo romanzo, quarto piano occupato da un bordello. Da qui scappa una ragazza in sola biancheria intima per sfuggire al carabiniere che cerca di fermarla e identificarla, e si va a rifugiare proprio nell’appartamento di Malinconico, che non solo la fa entrare nonostante la mise anticonvenzionale per una visita inaspettata, ma le copre anche le spalle con lo stesso carabiniere che bussa alla sua porta per cercarla e finisce pure per patrocinarla. Ma chi è questa ragazza e quanti guai si porta dietro?

Con i romanzi della serie dell’avvocato Vincenzo Malinconico l’autore ha letteralmente stregato il grande pubblico e nello stesso tempo ha cercato di raccontare le cose a cui lui teneva di più. In ogni romanzo c’è un focus su cui De Silva pone l’accento e su cui fa riflettere e meditare i lettori, un percorso sociale ed emozionale di cui lo strepitoso Malinconico ne è il vettore principale.

I valori che contano – avrei preferito non scoprirli segue assolutamente questo filone narrativo, ma anche con qualcosa in più, con una passione e una umanità che percorrono l’intera storia e rendono il romanzo il più bello e compiuto della serie.
Un libro che se finisse nelle mani di un regista come Billy Wilder sicuramente diventerebbe una commedia di successo come quella citata sopra.
Non si sa se questo accadrà. Ma sicuramente i lettori ne saranno deliziati dalla prima all’ultima pagina.

“I valori che contano” Diego De Silva Einaudi Editore

 

 

Ci si affeziona a Vincenzo Malinconico perché è uno di noi.

Diego De Silva in “I valori che contano”, pubblicato da Einaudi Editore, ci regala un personaggio che sentiamo vivo e che vorremmo per amico.

Ha un modo di registrare gli eventi che commuove perché mostra un’umanità che si incontra difficilmente.

Il grande pregio dell’ironia smonta i piccoli e grandi ostacoli quotidiani.

È capace di fare autocritica con piglio fiero e mai melenso.

Non si ferma alla superficie ma cerca di interpretare con una lente d’ingrandimento che mette in evidenza i dettagli.

Sa coniugare il proprio vissuto con quello dei personaggi che gli ruotano intorno

Una prova narrativa che conferma la geniale intuizione dello scrittore.

La letteratura  può coincidere con la realtà, può farsi amplificatore delle emozioni.

Nella perfezione di una scrittura molto articolata i dialoghi creano una sorta di strana alchimia.

Ogni frase permette di approfondire il senso delle parole, mai usate a caso.

Ci sono una profondità interiore, un bisogno di capire, di andare oltre i fatti.

La storia scorre modulando una sceneggiatura perfetta, mostrando crepe di una società che ha disimparato ad ascoltare.

Il nostro protagonista è il vero eroe contemporaneo.

È colui che affronta a viso aperto le sfide anche amare che l’esistenza propone.

Da lui abbiamo tanto da imparare se leggiamo con attenzione cosa si nasconde tra le righe.

E chissa…i titoli di coda del nostro vivere inquieto ci saranno più chiari.