“La felicità negata” Domenico De Masi Einaudi Editore

 

“Non c’è progresso senza felicità e non si può essere felici in un mondo segnato dalla distribuzione iniqua della ricchezza, del lavoro, del potere, del sapere, delle opportunità e delle tutele.

Quest’inumana disuguaglianza non avviene a caso ma è lo scopo intenzionale e l’esito raggiunto di una politica economica che ha come base l’egoismo, come metodo la concorrenza e come obiettivo l’infelicità”

“La felicità negata”, pubblicato da Einaudi Editore, è illuminante e illuminato.

Un testo che utilizzando una lingua scorrevole e accessibile a tutti, permette di entrare nei complessi meccanismi della sociologia e della filosofia.

Analizza con lucidità il sistema postindustriale senza nascondere le contraddizioni e le crepe.

Spiega cosa significa progresso e quando questa corsa sfrenata abbia provocato “strappi e vittime”.

Ricorda che nel 2007 Dominique Belpomme, autorevole esperto di salute ambientale, aveva lanciato un preciso allarme sulle cause dello smodato utilizzo delle risorse e della distruzione della biodiversità.

Non è bastato il Covid a farci trovare strade alternative.

Abbiamo continuiamo a devastare il Pianeta e cosa davvero preoccupante non riusciamo a comprendere e ad approfondire il concetto di complessità.

“Il concetto di complessità sfata l’idea che la conoscenza – scientifica e umanistica – sia un procedere ordinato, un progressivo passaggio da una zona buia che diminuisce a una zona illuminata che cresce.”

Il capitolo dedicato alla nascita e allo sviluppo della Scuola di Francoforte è un excursus culturale di altissimo livello.

Una rivoluzione che vide impegnati Nietzsche, Musil, Pollock, Schönberg, Adorno, Le Corbusier: “una costellazione interdisciplinare di prestigiosi intellettuali”.

Attraversare i testi di Erich Fromm significa provare ad uscire dall’insignificanza voluta da un’a politica economica che stritola l’individuo.

Rileggere brani di “Eros e civiltà” di Herbert Marcuse, cercare le radici della “Teoria Critica”, apprendere gli spunti offerti dalla Scuola economica di Vienna, mettere a confronto due filoni di pensiero con quella libertà di espressione tipica del professor Domenico De Masi.

Dalla dittatura di Pinochet alle privatizzazioni, dal trattato neoliberista di Maastricht al mercato del credito.

Presente e passato in un perfetto intreccio per arrivare ad una visione autonoma e critica.

I cambiamenti del sistema lavoro nell’arco dei secoli, l’alienazione e la discriminazione, le mutazioni delle rappresentazioni simboliche: solo alcuni degli argomenti sviluppati con dovizia di informazioni e riflessioni.

Un saggio capace di restituirci fiducia.

Impareremo ad essere interconnessi, a creare nuove socialità, a riappropriarci del tempo.