“Il dito” Doruntina Basha Marietti 1820

Zoja e la nuora Shkurta sono le voci del testo teatrale “Il dito”, pubblicato da Marietti  e tradotto da Elisa Copetti.

Convivenza difficile che nell’asprezza delle parole nasconde un dramma celato con maestria.

Il ritmo è quello di un noir che nel finale spiazzerà il lettore.

I dialoghi non danno tregua, esprimono una conflittualità insanabile.

Doruntina Basha mette in scena l’incapacità di comunicare di due generazioni che solo nello scontro possono dialogare.

Si percepisce la rabbia di chi non ha mai avuto spazi propri e nel rimpianto cova il suo dolore.

“Se un figlio asseconda la madre, significa che l’ama.

Invece quando asseconda la moglie, significa che non è sincero.”

Le parole della suocera scavano un divario, indicano priorità affettive.

Ma il tema di fondo è la condizione delle figure femminili in una società maschilista che annulla ogni diritto.

Il testo sa cogliere il pathos di vite ai margini, costrette ad ubbidire.

Nel primo Intermezzo c’è una splendida disgressione rappresentata dal “negozio della felicità”.

Un gioiello inventivo dove il sogno può sostituire la realtà.

“Dalla mia finestra voglio vedere tante case e strade infinite, automobili che ronzano avanti e indietro nel traffico fitto e tutto intorno fermate dell’autobus, cassette postali, manifesti.

In casa mia voglio sentire continuamente il rumore dei clacson, le sirene delle ambulanze e della polizia.

E che il cielo sia coperto dai grattacieli da tutte le parti.”

L’immaginazione penetra negli strati profondi della coscienza, cerca il luogo affidandogli il compito di riempire la mancanza di affetto.

Non c’è una sola frase che stride o lascia indifferenti.

Si è travolti dalla trama e nelle ultime pagine finalmente si comprende quanto il canovaccio abbia una carica di denuncia politica.

Scorrono davanti ai nostri occhi i troppi desaparecidos del mondo e comprendiamo la madre che per dieci anni ha vissuto di fantasie.

E nel suo ultimo grido accorato ritroviamo tutta l’umanità che solo chi ama profondamente sa esprimere.

Un viaggio da non perdere nella certezza che il perdono può aiutare a sopravvivere.