“Dov’è Anne Frank” Ari Folman Lena Guberman Einaudi Editore

 

 

“L’Olocausto è costato la vita a circa il settanta per cento degli ebrei europei, ma l’antisemitismo non appartiene al passato.

Al contrario: dal dopoguerra a oggi sinagoghe, istituti scolastici, centri diurni per anziani e scuole materne sono esposti ad attacchi omicidi motivati dell’antisemitismo e da altri indegni rancori.”

Dare alle stampe un libro prezioso come “Dov’è Anne Frank” significa continuare a lottare per i diritti di tutti.

Il graphic novel, pubblicato da Einaudi Editore e tradotto da Carla Palmieri, è testimonianza forte che partendo dalla dolorosa storia di Anne Frank racconta i nostri giorni.

L’insofferenza nei confronti dei migranti, la mancanza di umanità, la costruzione di muri che dividono ed educano all’odio.

Di fronte a questa follia collettiva il regista israeliano Ari Folman e la disegnatrice  Lena Guberman rendono giustizia e danno voce a tutti gli esclusi del mondo.

A differenza dei tanti testi sull’argomento non presentano un’eroina ma una ragazzina come tante, con i suoi sogni e le sue illusioni.

Voce narrante è Kitty, amica immaginaria di Anne.

In un alternarsi di tempi storici si dipana un racconto terso, arricchito dai colori forti delle immagini.

Mentre ad Amsterdam folle di visitatori visitano la casa di Anne, Kitty inizia a comprendere cosa ha significato essere ebrea.

Spaesata in un presente che non le appartiene sa che le è affidato un compito prima di sparire nel suo mondo inventato.

Non basta il ricordo, bisogna andare oltre.

Dimostrare che tutte quelle vittime non sono morte invano.

“Fate tutto il possibile per salvare chi è in pericolo.

Anche una sola vita, la vita di un solo bambino, è preziosa.”

Si supera anche il concetto di compassione che spesso non ci permette di vederci riflessi nell’altro.

Si entra in empatia con chi ha subito e subisce discriminazioni e violenze.

Un testo che trasforma il lettore, lo induce a riflettere, lo invita ad agire.

Ad esserci per gli ultimi, a spegnere quei fuochi che incendiano le piazze e il web portando parole di pace.

Mi auguro che tanti giovani avranno la fortuna di vivere un’esperienza unica grazie a questo meraviglioso libro.

Certamente capiranno che non bastano i giorni della memoria se ognuno non si sente coinvolto.

Solo così potremo costruire quel futuro luminoso che a tanti è stato negato.

Gli armeni, i Nativi americani, i rom, i Namibiani, gli ebrei: donne, uomini, bambini che non possono più raccontare.

Voglio immaginarli felici di sapere che in tanti non li dimenticheremo.