“La voce di Orfeo” Célia Houdart Edizioni Clichy

“Una leggera vibrazione emanava dalle strade.

E le linee delle facciate si muovevano nella fontana.”

Disegni impercettibili di una poetica sommessa.

Varchi di luce appaiono come leggere carezze, entrano nella trama, creano suggestioni.

“La voce di Orfeo”, pubblicato da Edizioni Clichy, è la passione che non conosce ostacoli, il cuore accelerato e il sapore della giovinezza.

Gil è emblema di un cambiamento di stato, la dimostrazione che bisogna rincorrere i sogni.

Abita insieme al padre “in una vecchia drogheria. Un trilocale con corridoio e lavanderia.”

Luoghi stilizzati da dettagli che sembrano insignificanti ma permettono di osservare da lontano il nostro protagonista.

Imparare a conoscerlo mentre suona il piano, vive la magia di note che vengono rielaborate, sente che il corpo diventa tutt’uno con la musica.

Provare emozione nel sentirlo cantare, assistere al suo stupore per quella voce che può diventare una scommessa.

Célia Houdart ci fa percepire lo scricchiolio del bosco, il colore acceso dei campi “punteggiati di papaveri e fiordalisi.”

Crea una magia narrativa attraverso piccoli scorci di una stanza, lo sguardo di un professore, la stretta di un amico.

Parla di sentimenti con il tono rallentato di chi sta raccontando una favola moderna.

Un obiettivo e un traguardo e città che scorrono come cartoline.

Un canto salvifico per una madre che solo nell’ospedale psichiatrico trova pace.

L’ascolto del concerto del figlio è la Luce, è la Speranza, è l’Amore.

Un Orfeo che vola alto, rendendondo sublime lo sforzo dell’Uomo che in sè cerca potenzialità e le esalta, le esprime, le corteggia.

Ogni capitolo è attesa di qualcosa o qualcuno, promessa che solo nel finale verrà svelata.

Leggendo si ha la voglia di incontrare i personaggi, di sedere insieme in silenzio, di assaporare quell’aura di pace che regalano.

Un romanzo che sconfigge l’abbrutimento di chi non riesce più a costruire il proprio futuro.

 

 

“Konfidenz” Ariel Dorfman Edizioni Clichy

Una stanza d’albergo in Francia.

Lo squillo del telefono e una voce sconosciuta attrae Barbara in un vortice di mezze verità, suggestive visioni, intrighi internazionali.

A svelarle la doppia vita dell’amante è Leon, figura dominante nella narrazione.

Si va delineando una rete di resistenza di esuli tedeschi.

È il giorno che determinerà una svolta nell’assetto geopolitico.

“In questo momento milioni di uomini su questo pianeta si stanno preparando a combattere una guerra in cui moriranno molti di loro, e le loro mogli e i loro figli e nipoti.”

Fin dalle prime battute “Konfidenz”, pubblicato da Edizioni Clichy, mostra i caratteri distintivi di un misterioso thriller.

Ma non bisogna lasciarsi ingannare, il testo segue più direzioni e se sa rappresentare il profondo dolore dell’umanità alle soglie di una guerra mondiale, al contempo costruisce un doppio scenario che sfugge alla razionalità.

Esiste la donna dei sogni, quella che oggi notte sa indirizzare i tuoi passi?

Ci si può accontentare di un miraggio o è necessario esplorare l’inconscio?

“Penso che lei è intrappolata insieme a me, gemelli nello specchio infinito e quasi eterno dei nostri corpi.”

L’amore è la sublime evocazione di un mito, quel mito dove ognuno vorrebbe trovare riparo.

È la speculare conoscenza dell’Altra, il possesso mentale, l’incontro sulla strada di un immaginario comune.

Ariel Dorfman grazie ad una ingegnosa creatività introduce un terzo personaggio, una voce che dovrebbe essere regista indiscusso.

Un meta linguaggio che fa da argine alla complessa epifania letteraria.

Un contro canto o semplicemente la consapevolezza che non si può reinventare sè stessi senza pagarne le conseguenze.

Il romanzo è esplosivo, vulcanico, scenico.

Si entra nella dimensione onirica e al contempo si esplora uno dei piu tragici eventi del Novecento.

Ci si trova immersi nel perverso fiume della delazione.

Si assorbe la linfa vitale di una ipotetica rinascita nella certezza che ci sara un tempo “senza guerre o miseria o paura o campi di concentramento.”

“Io sono amore” Marina Cvetaeva Clichy Edizioni

 

“In ogni persona e in ogni sentimento, sto stretta, che sia la stanza di una stamberga o di un castello.

Io non riesco a vivere e ogni giorno vivo fuori di me.

È un male incurabile che si chiama anima.”

La poesia di Marina Cvetaeva trasmette quella libertà che segnò ogni attimo della sua esistenza.

È fuoco che arde, “febbrile, delirante sete di vivere”.

È verità che non conosce il silenzio degli oppressi, ribellione alla situazione politica della sua madre Russia, ricerca di una fede che solo nella scrittura diventa spiritualità.

Percorrere le tappe del suo cammino terreno significa avere conferma della grandezza di una poetessa che visse sempre da esclusa.

Troppo diversa, troppo libertaria per adeguarsi al pensiero unico, ha trasferito nei versi la profonda frattura “dal proprio tempo e dalla società in cui vive.”

Pubblicando “Io sono amore, “Edizioni Clichy” regala una rivisitazione culturale che partendo dalla biografia, scandisce il contrasto tra  solitudine e passione.

Ma soprattutto restituisce la tensione narrativa, la capacità di tessere fonemi che, non rispettando nessuna regola, creano una voce unica nel panorama intellettuale.

“Al tuo mondo dissennato una sola risposta: il rifiuto!”, la sua condanna all’invasione della Cecoslovacchia”.

Una rivoluzionaria anche nel privato, pronta a trovare nel desiderio carnale una simbiosi di mente e anima.

L’incontro con Pasternak, la logorante relazione con Rilke, la leggerezza di affidarsi alle sue tante amanti: siamo con lei, riascoltiamo la sua voce e restiamo rapiti come bambini assetati di conoscenza, quella conoscenza che passa attraverso la sofferenza, le precarie condizioni economiche e quel perenne stato di esiliata.

“Mondo, cerca di capire! Il poeta, nel sonno, scopre la legge delle stelle e la formula del fiore”.

Nella certezza che il suo grido di consapevolezza non resti inascoltato, possiamo solo essere sedotti insieme a lei non dalla forma ma dall’essenza.

“Piccolo atlante delle disuguaglianze” Edizioni Clichy

 

“Il pianeta è popolato da poco meno di otto miliardi di persone.

Almeno la metà di queste sono il proletariato del nostro tempo.

Le loro condizioni peggiorano ogni giorno, in tutte le variabili dell’esistenza: acqua, cibo, igiene, possibilità economiche.

Inesorabilmente, le condizioni di pochi, sempre meno, migliorano esponenzialmente.”

In “Piccolo atlante delle disuguaglianze”, pubblicato da Edizioni Clichy, viene analizzato lo squilibrio economico, culturale e ambientale.

Ogni capitolo analizza un aspetto degli effetti del “capitalismo finanziario.”

Scopriremo che la più bassa speranza di vita è quella degli abitanti della Sierra Leone.

La distribuzione della proprietà delle terre, il numero di medici per abitante, i tragici dati della sottoalimentazione, le disparità tra zone rurali e zone abitate delineano la mappa di una spaventosa frattura tra ricchi e poveri.

Il libro è accompagnato da statistiche e dati affidabili, utili a comprendere quanto il potere finanziario continui a creare sacche di povertà.

I paesi più connessi, la distribuzione della ricchezza mondiale, i danni causati dai cambiamenti climatici: non solo numeri ma una accurata riflessione sulle cause di tanta discriminazione.

La pena di morte, il carcere, la parità di genere sono altri tasselli di un puzzle dai colori differenti.

Che fare?

Cosa chiedere ai governi?

Quali strategie collettive ed individuali saranno piccoli semi per il cambiamento?

Un testo da commentare nelle classi o in famiglia perchè oggi più che mai è importante dare ai nostri giovani la possibilità di conoscere, ragionare e scegliere modelli di vita sostenibili.

 

 

 

“Il libro dei libri proibiti” Edizioni Clichy

 

Perchè i libri nei secoli sono stati proibiti?

“Perché la cosa più pericolosa per il potere è il pensiero, e il pensiero che viene espresso con la voce puoi limitarlo, o anche fermarlo eliminando o segregando chi lo esprime.

E comunque appena pronunciato quel pensiero non c’è più, sono parole, come il vento che passa e chissà dove va.

Ma il pensiero scritto non sparisce: rimane ed è difficile controllarlo”.

“Il libro dei libri proibiti” è un testo prezioso perchè ci fa riflettere sul rapporto tra libertà e letteratura.

Propone “nomi, cognomi, titoli e soprattutto date”.

Un lavoro approfondito che permette di costruire una mappa che analizza il fenomeno non solo dal punto di vista storico ma anche geografico.

2000 anni di censure partendo da “Gli Annales” a “Paradiso” di Tony Morrison nel 2019.

Si resta stupiti leggendo che sempre nel 2019 dalla Biblioteca Escolar Taber di Barcellona fu considerato testo pericoloso “Cappuccetto Rosso”.

Poco più di ottocento autori proibiti vengono citati in rigoroso ordine alfabetico.

Qualche esempio? Balzac, Barthes, Camus, Machado.

Un capitolo è dedicato ai “premiati proibiti”, da Beckett a Yeats.

Riprendiamo fiato e cerchiamo di scoprire quali testi sono stati dati alle fiamme.

Un dolore profondo ci invade ed è come dover assistere impotenti ai tanti roghi.

Sentiamo l’acre odore di bruciato e il crepitio delle pagine che si accartocciano.

Nel 1358 a. Cr, il faraone Akhenaton distrugge la biblioteca di Tebe. Una perdita irreparabile perché non si salva nessun manoscritto.

Il 1933 nella Germania nazista non c’è scampo per autori come Brecht, Mann, Proust.

L’impegno degli attivisti di “The Book Fools Bunch” è impagabile.

Una ricerca che ricostruisce con precisione la brutalità di chi in ogni tempo pensa di fermare le nostre menti.

Non permettiamolo e difendiamo lo spirito critico e la conoscenza.

 

 

 

“Gli uomini muoiono le donne invecchiano” Isabelle Desesquelles Edizioni Clichy

“Il mio lavoro è aiutare le persone a capire che il più bell’incontro della loro vita sono loro stesse.”

Alice nell’istituto di bellezza “L’Éden” riesce a sciogliere intrecci di vite insoddisfatte, bruciate, soffocate.

Un luogo magico carico del mistero di ogni esistenza che si apre, torna a respirare, a sognare.

“Gli uomini muoiono le donne invecchiano”, pubblicato da Edizioni Clichy, è un collage di racconti bellissimi.

Ogni personaggio perde  pudore e reticenza e si mostra con la voglia di capire gli errori commessi.

Con Caroline sentiremo il dolore dell’abbandono e il bisogno di “dimenticare, solo dimenticare, riuscire ad essere una donna dolce con una casa interiore e non una casalinga chiusa a chiave.”

Lilí ci insegnerà ad amare la vita, a ripeterci  come un mantra che non bisogna lasciarsi piegare dagli anni.

Comprenderemo che la relazione con un figlio non è così scontata, è ricerca, ascolto, altruismo.

Barbara con i suoi quattordici anni è il fuoco vivo della ribellione ad affetti familiari troppo ingombranti.

Clarisse va in bici contromano, “osserva con curiosità la sconfitta del corpo contro il tempo”.

Ama Clarice Lispector perché può far finta di “essere abbastanza saggia da disfare i nodi da marinaio che le legavano i polsi.”

Manon, la giovane “bulimica arrabbiata”, segna il disagio tra essere e apparire.

Ci si muove cercando di non spezzare il ritmo a volte spericolato della narrazione, in attesa di ascoltare il canto e il controcanto di un femminile che non si nasconde.

Isabelle Desesquelles offre la verità non solo sulle relazioni.

Mette a nudo la difficoltà di accettarsi senza accettare una scrittura a metà.

Parla di sesso, tradimento, libertà e abbatte ogni filtro mentale.

Nel dipanarsi dei monologhi una presenza è costante: Ève, figura evanescente che anche dopo la morte riesce a imporsi sulla scena.

Ne conosciamo il carattere, le passioni e quel segno che ha ceduto agli altri.

Resta però un’incognita, un fiore isolato, una nuvola passeggera.

Mentre cerchiamo di mettere insieme i tasselli delle tante voci ci rendiamo conto che “la gioia è fatta di pochi momenti.” Ed allora, godiamocela.

“Cose dell’altro mondo” Giorgio Biferali Edizioni Clichy

 

“Si può avere una vita dannatamente bella anche possedendo meno, molto meno.”

“Cose dell’altro mondo”, pubblicato da Edizioni Clichy, è la chiave di accesso ad un universo dove la creatività è esplosiva e contagiosa.

Storie che sembrano irreali ma hanno il potere di mostrare il lato nascosto dell’esistenza.

Quello spazio dove tutto è possibile se riusciamo a lasciarci andare, se abbandoniamo la noiosa contemplazione del reale.

Visiteremo il “Club del buon umore”,  metteremo in pausa l’ovvio,  ci accontenteremo  di piccole cose.

Il  piacere di scattare una foto “per il gusto di fermare un momento”, la capacità di trasformare le emozioni in energia vitale.

Le strisce pedonali luminose, la città dell’Utopia, il villaggio dei soldi appesi sono sogni ad occhi aperti, visioni che illuminano ed esaltano il lettore.

Giorgio Biferali costruisce immagini perfette, traduce in parole il nostro bisogno di libertà ideativa.

Inventa luoghi, personaggi, regala l’impalpabile leggerezza dell’illusione.

La competenza letteraria gli permette di creare una mappa di libri e autori amati.

Tutto è bilanciato, equidistante dal punto di arrivo o di partenza.

Una giostra che gira trascinandoci in alto dove esiste la gentilezza, il rispetto, l’amore.

Le illustrazioni di Elisa Puglielli nell’essenzialità dei tratti narrano altre possibili storie, altre interpretazioni.

Un libro bellissimo dove perdersi felici di ritornare a giocare con ciò che ci circonda.

Un testo che insegna “la meraviglia dell’attesa”, la scoperta dei dettagli.

“50 sfumature di greco Enciclopedie dei miti e delle mitologie Jul & Charles Pépin Edizioni Clichy

 

Lo sapevate che Zeus era un seduttore? Siete certi di conoscere tutte le amanti del re dell’Olimpo?

Amore disinteressato?

Lo scoprirete leggendo “50 sfumature di greco Enciclopedie dei miti e delle mitologie” pubblicato da Edizioni Clichy.

“Sedurre significa acquisire potere”

Il testo ha il pregio di coniugare scrittura e graphic novel, un connubio vincente che rende la lettura una piacevole passeggiata in un universo finalmente alleggerito da pedanti narrazioni.

Sisifo, trasformato da Camus in “eroe dell’assurdo” è condannato ad un eterno nuovo inizio e la roccia diventa amara metafora del nostro incedere e cadere.

L’interpretazione della leggenda di Giasone ci costringe a domandarci se riusciamo a comprendere i nostri desideri e se questi non sono semplici illusioni per fuggire dal nulla ideativo.

Il Vello d’Oro restituisce voce all’inconscio, mostra l’aspetto nascosto di ambizioni indecifrabili.

Proveremo impotenza di fronte all’eterno errare, attraverseremo il fiume Acheronte in compagnia di Virgilio, con Teseo forse riusciremo a liberarci degli “affetti inutili”.

Con Ulisse diventeremo esploratori ma attenzione…, la curiosità spesso può essere pericolosa.

“Chino verso il proprio riflesso, abbagliato dalla propria apparenza, Narciso ha sfiorato la propria profondità, la propria ricchezza: ha sfiorato se stesso.'”

Charles Pépin regala le sue competenze filosofiche trasformando ogni storia in una lezione di vita.

Il tono ironico, i passaggi veloci, la scrittura poetica aggiungono magia ad ogni pagina.

Da Dioniso al rispetto delle diversità, da Eracle alla capacità di valutare chi ci ama veramente.

Tantissimi quadri che aiutano a maturare un pensiero libero.

I tratti di Jul, uno dei fumettisti più famosi in Francia, giocano molto con i contrasti bianco nero e riescono ad attualizzare i racconti.

Un testo delizioso che farà riscoprire la mitologia, un viaggio interattivo ricco di suggestioni.

 

“Cartoline da Lesbo” Allegra Salvini Edizioni Clichy

“Lesbo a partire dal 2015 è diventata punto di passaggio quasi obbligatorio per tutti i richiedenti asilo, in fuga prevalentemente dalla Siria in seguito alla guerra civile scoppiata nel 2011.”

L’esperienza di Allegra Salvini, neolaureata in Scienze Politiche, è “il bisogno di dare un volto, un nome, una dignità, una cittadinanza in senso lato, a quella moltitudine di persone in carne e ossa, di ogni età, provenienza, lingua, religione”, che ha perso ogni diritto.

“Cartoline da Lesbo”, pubblicato da “Edizioni Clichy”, è incrocio di storie unite dall’urgenza di testimoniare cosa significhi fuggire da un paese in guerra.

Il campo di Moria dovrebbe essere un centro di registrazione e identificazione ma per i lunghi e spesso inutili tempi di attesa si è trasformato in spazio di permanenza, sovraffollato, in carenti condizioni igieniche.

Il non luogo dove anime in pena si aggirano come fantasmi.

“Più di seimila persone stipate in tende e container dove dovrebbero starsene tremila.”

Tentati suicidi, morti per assenza di interventi medici passano inosservati.

“Notte e giorno, per tutto il tempo che la gente è costretta a starci, che raramente è meno di un anno, a volte anche due, senza alcuna certezza di avere uno straccio di documento.”

Una parte di mondo che non interessa a nessuno, un buco nero, la vergogna di un’Europa che ha consentito patti scellerati con la Turchia.

Il libro è un atto d’accusa pesante, indignato, addolorato.

È l’impegno di tanti volontari e di molte Organizzazioni Non Governative che sono costrette a sostituirsi alle istituzioni.

Il ventottenne Samir, iracheno, obbligato da un gruppo di terroristi islamici  a chiudere la libreria, dopo essere stato seviziato e torturato, non ha altra scelta che scappare.

Lo studente siriano Yusuf, universitario, appassionato di Letteratura inglese, ha provato dieci volte a oltrepassare il confine per salvare la sua famiglia dell’orrore di una guerra infinita.

L’iraniano Imam imprigionato in patria perchè è un dissidente.

Questi e tanti altri invisibili si raccontano con voce mite e la paura in corpo.

Il rischio di affogare, gli sbarchi, i pianti dei bambini, il coraggio delle donne ma soprattutto il desiderio di non arrendersi.

Essere comunità nonostante tutto, abbattendo steccati culturali e linguistici.

“Ma io sono qui e continuo a battermi:

per il mio cuore, per la mia anima e per quello in cui credo

Sono vivo anche se non mi lasciano libero.

Orgoglio, paura e vendetta sono stati cancellati dal mio cuore

quando ho lasciato tutte le amare memorie dietro di me”

Ci uniamo al canto di speranza e nel rivedere tutte le mani tese, tutti i sorrisi e le lacrime continuiamo a sperare in un mondo senza confini.