Agenda Letteraria “Vendetta pubblica” Marcello Bortolato – Edoardo Vigna Editori Laterza

 

 

“Davvero c’è qualcuno che pensa che si possa stare bene dentro un carcere? E questo in generale, in qualsiasi carcere, non solo quelli descritti come incubi della peggiore natura dalla cinematografia hollywoodiana?

Anche in quelli in cui le condizioni di vita sono le migliori possibili?

C’è qualcuno che finge di non rendersi conto di quanto la privazione della libertà personale sia già di per sé una grave sofferenza per ogni essere umano?

Siamo onesti: la risposta non dipende dalle opinioni di ciascuno di noi. È oggettiva. “Il carcere l’ha inventato qualcuno che non c’era mai stato”, dice il protagonista del film Riso amaro del 1949.

Ogni prigione è in sé una sofferenza data intenzionalmente.

La funzione del carcere è di fatto quella di segregare e quindi di togliere dal mondo dei liberi una persona per sottoporla alla pena.

È un luogo in cui viene raccolto un numero di esseri umani spesso elevato, in molti casi troppo elevato, in cui si ammassano persone di diversa estrazione sociale, di diversa nazionalità, di diversa cultura, spesso analfabeti o con scarsi strumenti culturali, costrette a stare insieme, in spazi ristretti, per ogni ora di ogni giorno. Questo è il carcere.