“Disegni” Edward Carey La Nave di Teseo

 

“Disegno sempre.

Adoro disegnare.

Il disegno è una fuga e un modo per calmarmi.

È un modo di pensare.

Alla matita ti consegni.”

Edward Carey, scrittore, drammaturgo e illustratore inglese, ci regala un testo in cui parola e immagine trovano un connubio perfetto.

“Disegni” è il racconto di un periodo che non potremo facilmente dimenticare.

La pandemia ci ha segnato profondamente, costringendoci all’isolamento.

Ha creato un vuoto che si è amplificato con gravi conseguenze.

Uno squilibrio tra ciò che siamo e ciò che possiamo esprimere.

In questa tragica fase nasce questa meravigliosa esperienza sensoriale, perché, credetemi, coinvolge ogni parte del nostro corpo.

Un disegno al giorno lanciato sul web come una canzone o un verso che cerca di raggiungere e frantumare la solitudine.

Volti di personaggi noti e meno noti, una carrellata di figure letterarie e la consapevolezza di sfogliare un’antologia.

Tratti decisi, marcati, un bianco e nero sufficiente a creare ombreggiature.

Espressività degli occhi, attenzione all’ampiezza della fronte, curvature che si mescolano a linee rette.

“Un disegno al giorno è una piccola fuga, un saluto, un modo per segnare il tempo come le tacche che i prigionieri fanno sui muri della cella.”

Si percepisce il bisogno di fermare l’attimo, di rallentare il tempo.

Scomporre le ore, produrre e provare a non pensare ad domani.

Potrebbe essere un’interpretazione anche se si è spinti a concedersi una tragua, a studiare le forme lasciando libera la mente.

I personaggi del mito e del folklore, i poeti e gli scienziati, Amleto e il rivoltoso sconosciuto di Piazza Tienanmen, statue rovesciate e bandiere.

“Facce di una storia che ci appartiene.”

Riappropriarsi del passato per eludere la morte, imprimere sulla carta varie identità, raccontare cosa è vita.

Anche oltre la perdita resta il ricordo e l’illustrazione diventa cartolina, viva e palpitante memoria.

Divertenti e tantissimi gli animali, la riproduzione di una originale Arca di Noè.

In questa metafora si concentra il messaggio.

Possiamo salvarci, possiamo sperare.

Lo sguardo pensoso di Hannah Arendt, quello sornione di Italo Calvino, quello interrogativo di Oscar Wilde: una rilettura del pensiero dell’umanità.

Esperienza intensa da non perdere e “il ragazzo determinato”, primo e ultimo, ad insegnarci che le battaglie si affrontano senza spegnere la mente.