“I margini e il dettato” Elena Ferrante” Edizioni e/o

 

“Ho scritto per buona parte della mia vita pagine lente solo nella speranza che fossero preliminari e che arrivasse presto il momento di quello scatto inarrestabile, quando l’io che scrive dal suo frammento di cervello, con una mossa improvvisa si impadronisce di tutti i possibili io, dell’intera testa, dell’intero corpo, e così potenziato comincia a correre tirando nella sua rete il mondo che serve.”

La scrittura che esce dal prestabilito e “ora irrompe, ora sparisce, ora sembra di uno solo, ora è una folla, ora è piccola, sussurrata, ora ingigantisce e urla.”

“I margini e il dettato”, pubblicato da Edizioni e/o, è una raccolta di quattro saggi inediti che indagano sulla relazione tra parola e scrittore.

L’invenzione e la riproduzione della realtà in un conflitto costante alla ricerca di una via intermedia, il rifiuto di regole stabilite e il bisogno di ordine mentale, la difficoltà di non superare quei margini imposti fin da bambini quando nei quaderni a righe bisognava rispettare un codice geometrico.

Trovare una lingua che abbia “vena e stile”, recuperare la propria impronta femminile, esprimere le mille sfaccettature della propria personalità.

Demitizzare l’idea romantica di un verbo che nasce dall’estasi, da una forza soprannaturale che ispira idee.

“Per me la scrittura vera è questo: non un gesto elegante, studiato, ma un atto convulso.”

Elena Ferrante si svela in pagine emozionanti ed empatiche.

Racconta le incertezze, la fatica, la voglia di “inceppare, disordinare, deludere, sbagliare, fallire, sporcare.”

Enuncia tecniche narrative, si confronta con i classici in maniera critica, spiega quale ruolo abbia la finzione nella narrativa.

“Bisogna accettare il dato di fatto che nessuna parola è veramente nostra..

Scrivere è impadronirsi di tutto quanto è stato già scritto e imparare piano piano a spendere quella enorme fortuna.”

Commovente questa rotazione del pensiero, questa contaminazione con altri percorsi, altri generi, altre epoche.

Un libro istruttivo e illuminante, un viaggio all’interno delle opere della scrittrice, una mappa ricca di spunti e di approfondimenti.

Un manifesto creativo che può essere letto come un inno alla parola, quella pura, innocente, pungente, provocatoria, liberatoria e vera.

@emapaladino recensisce “La vita bugiarda degli adulti” Elena Ferrante Edizioni e/o

@emapaladino recensisce “La vita bugiarda degli adulti” Elena Ferrante Edizioni e/o

“Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell’appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri. Tutto — gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole — è rimasto fermo.”Così inizia “La vita bugiarda degli adulti”. Rappresenta il ritorno
della misteriosa ed amata Elena Ferrante.
Questa nuova fatica, dalla prima frase, preannuncia una nuova storia
in cui emerge una nuova protagonista femminile (Giovanna).
Una storia che sembra avere delle connessioni con Lenù Greco, la
protagonista della quadrilogia de “L’Amica Geniale”: la ricerca di se stessi, il senso di profonda incertezza verso l’esterno.In questo libro però c’è un punto di rottura rispetto al precedente
lavoro: la protagonista Giovanna, non vuole subire silente ciò che le
circonda, cerca verità e speranze per se stessa sin da subito.
Emergono le figure genitoriali, l’enigmatica zia Vittoria, le amiche,
gli amori, il confronto col sesso, l’immagine della Napoli popolare e
borghese.

“La vita bugiarda degli adulti” è un viaggio esistenziale su come gli
adulti nascondano le proprie fragilità e, di riflesso, gli stessi
figli ne diventino complici o succubi.
Un viaggio intenso su un’adolescenza colpita da diversi eventi che
metteranno Giovanna a ridiscutere della propria condizione sociale.

Probabilmente abbiamo in mano il primo capitolo di una nuova
antieroina, nello stile tipico della scrittrice napoletana.