“Le meraviglie” Elena Medel Einaudi Editore

 

“Lui voleva che vivessimo insieme, e mi sono resa conto che quel desiderio non c’entrava niente con l’amore.

Io non ero María, una persona, ma una cosa, una cosa di cui si sentiva proprietario: il suo appartartamento, la sua macchina, sua moglie.”

María single con una figlia che non riesce a riconoscere come sua.

L’ha lasciata alla famiglia quando si è trasferita a Madrid per cercare lavoro.

Le poche, sporadiche occasioni che sono state insieme non è scoccata la scintilla.

Due estranee e se nei primi anni le foto servivano a restituire un volto con il tempo quel fragile legame si è sfilacciato.

“Le meraviglie”, pubblicato da Einaudi Editore e tradotto da Silvia Sichel, racconta i fatti permettendo al lettore di cogliere tra le righe il dolore di una madre.

Donna che non si arrende, passa da un impiego all’altro donando parte di sè.

Provando compassione per l’anziana che le è stata affidata, dimostrando che l’affettività nasce spontanea e non sempre è frutto di legami di sangue.

Il romanzo procede per date e in questo flusso non lineare si evidenziano sfumature che in una narrazione con una cronologia definita potrebbero sfuggire.

Si segue l’evoluzione mentale del personaggio, quella spinta ad andare avanti, il desiderio di conoscere e partecipare attivamente alle lotte del quartiere.

Un percorso lungo perché alle donne è consentito ascoltare e non esprimersi.

Nasce una consapevolezza nuova e il bisogno di confrontarsi ed ecco il miracolo.

Un luogo di sole figure femminili, uno spazio di dibattito.

La Storia della Spagna diventa vissuto, la caduta di Franco, il bisogno di trovare una propria autonomia ideativa.

In parallelo a questa appassionante figura prende corpo un altro canovaccio.

Alicia, nata ricca, vede crollare quel suo mondo di privilegiata quando muore il padre.

Impiccato per sfuggire alla catastrofe di un fallimento.

Una ferita che si incista e diventa rabbia.

Nei confronti di chi la circonda e di sè stessa.

È come se volesse annullarsi, essere ciò che non è.

Un matrimonio sbagliato, l’incapacità di amare, il corpo ceduto come fosse un oggetto di poco conto.

Elena Medel mette in scena due esistenze differenti mostrando una notevole abilità nel muovere i fili dell’intreccio.

Un testo che sa essere duro e al contempo poetico, coraggioso perché sfata il mito della famiglia perfetta.

Bilanciato nelle emozioni regala due personalità che difficilmente dimenticheremo.

Entrambe schiave di un passato che arriva inaspettato, percorrono vie diverse.

Si incroceranno e per pochi attimi scopriranno un segreto che potrebbe vederle unite.

Il finale permette di fantasticare sul futuro ma forse non è questo il traguardo.

Diamo il benvenuto ad una voce che mancava nel panorama culturale internazionale.

Rigorosa, pungente, molto attuale.

È il nostro oggi così sfuggente che si presenta in tutta la sua autenticità.

Viene da chiedersi chi siamo veramente e quanto riusciamo ad essere liberi da schemi emozionali imposti dal sociale.

Da leggere cercando quella ferita, quel momento che ha segnato il nostro presente.

Un libro bellissimo e coinvolgente.