@ElisabettaBen76 presenta il suo romanzo “I gatti vedono meglio al buio”

@ElisabettaBen76 presenta il suo romanzo “I gatti vedono meglio al buio”

 

 

 

“Una sequenza di omicidi ferisce Trieste. Le indagini si scontrano con la spietata normalità delle vittime, così banali da apparire incolpevoli.
Su uno sfondo costellato da antitesi e opposti che si completano (piccolo/grande, maschio/femmina, vita/morte, ordine e caos), si muovono personaggi variegati e umanissimi: un barbone, un mercenario, un cieco che fotografa il mondo senza vederlo, un pazzo che conta le facce, una pittrice che dipinge la morte e adolescenti in bilico tra mondo virtuale e mondo reale, sovente impotenti e arrabbiati davanti alle scelte di vita degli adulti.
Guidati dai loro sensi primari, i personaggi vagano alla ricerca di direzione e di punti di riferimento, in un gioco dove la bellezza viene messa in discussione e la parte femminile e maschile del mondo si confondono e completano. All’ombra di una città bellissima e troppe volte ferita dalla storia, nel frattempo si muove un killer che rappresenta e incarna l’illusorietà delle apparenze, vive ed agisce in base ad una presunzione di conoscenza, interiorizzando e rendendo proprie le motivazioni e la rabbia altrui.
Tra dettagli rumorosi che rubano la visione d’insieme, un manipolo di avatar, nascosto dietro ad uno schermo, tace ma giudica sul social network artigianale “Ckaos”.
Il commissario Bessi, metà dei suoi quarantacinque anni spesi in polizia, è abituato ad usare sguardo, domande e silenzi come coltellate investigative, eppure fatica a risolvere il rebus delittuoso triestino. Avido solitario, si rimprovera un paio d’occhi troppo tarati sui dettagli e due baffetti sbagliati per la sua faccia. Ordinatissimo in cuore e cervello, riconosce e giudica il disordine d’animo altrui e le infinite commedie recitate da testimoni, indiziati e persino vittime. Detesta il web come moltiplicatore di vite e storie, eppure lo sfrutta come impietoso rivelatore di micro-verità. Per divertirsi, provoca e osserva le reazioni della gente all’inaspettato, per questo guida una vetusta Ford Taunus gialla… anzi, “d’epoca” e color “Sahara beige”.
Per trovare indizi, il commissario stavolta dovrà ripudiare i dettagli più sofisticati e inoltrarsi nel luogo più scomodo, grezzo e inospitale che esista: l’animo umano”.