“Un raggio di buio” Ethan Hawke SUR

 

 

Chi è veramente William Harding?

Brillante attore, focoso e intraprendente, dovrebbe  rappresentare  una categoria maschile che arrivata al successo non ha più niente da perdere.

Ha come moglie una famosa rock – star, ama i due figli, sta per debuttare a Broadway.

Dopo il cinema finalmente il teatro, la perfetta sintesi di un’esistenza impeccabile.

Una scappatella con una giovane sudafricana imbroglierà le carte.

Avventura esaltante che gli costerà parecchio.

Entrato nel circo mediatico non ha scampo, è il traditore e la consorte offesa e indignata vuole il divorzio.

Ecco che la struttura del nostro protagonista cede lasciando scoperti non pochi nodi irrisolti.

Torna come un lampo l’abbandono del padre, il senso di impotenza di fronte alla separazione dei genitori, la paura di non farcela.

“Un raggio di buio”, pubblicato da SUR, è un romanzo divertente e sincero.

Scritto dall’attore e sceneggiatore Ethan Hawke, ha certamente riferimenti autobiografici ma la scrittura fluida, le osservazioni taglienti ne fanno un testo fortemente letterario.

Diviso in cinque atti come l’Enrico IV che sta per essere portato in scena mantiene nelle forme e nello stile un ritmo teatrale.

Il grande uomo scompare e ci troviamo di fronte una figura incerta, incapace di accettare i cambiamenti.

Dovrà mettere in discussione il suo ruolo all’interno del matrimonio, comprendere cosa vuole veramente, superare l’incertezza di una mascolinità che deve seguire modelli di invincibilità.

“Stai crescendo.

La gente pensa che l’amore non corrisposto spezzi il cuore, ma non è vero.

L’amore non corrisposto è un dolce stato di malinconia.

Guardare l’amore che muore: quello sì che è una pallottola che sfonda i carri armati.”

Non è solo il privato che sta per naufragare, bisogna interrogarsi sul rapporto con il personaggio che si interpreta.

Capire se esiste un confine tra realtà vissuta e finzione recitata.

Sarà proprio Shakespeare a fare da maestro.

“Shakespeare è vita, e la vita – se dev’essere una vita grandiosa – non è docile.”

La vita è umori e odori, è contaminazione, distruzione e ricostruzione.

Non è il comodo e lussuoso castello dove isolare i pensieri, è lotta, pianto, rabbia e furore.

È il giorno nuovo e quello vecchio, la vecchiaia della madre, l’insolenza dell’amico.

È tutto e nulla e forse proprio quel nulla impaurisce.

Fuori dal palcoscenico siamo soli con le nostre nevrosi e debolezze.

“Il mondo può pensare quello che vuole.

Può decretare che non vali nulla.

Ti possono cucire una lettera scarlatta sul petto e darti del bastardo e del cialtrone.

Dove vocine ti possono bisbigliare cattiverie alle spalle ovunque ti giri.”

Ma … ed è il quel ma la potenza narrativa di questa splendida storia.

Da leggere per non dimenticare che “ogni decisione conta.”