Incipit scelto da @CasaLettori tratto da “Falsa guerra” Carlos Manuel Álvarez SUR

In breve

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Titolo: “Falsa guerra”   

Autore: Carlos Manuel Álvarez

Casa Editrice:  SUR

Collana: Nuova serie

Anno di pubblicazione: 2022

Incipit

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Un romanzo corale che sa raccontare lo spaesamento dei senza patria.

Dispersi in un mondo che gira troppo veloce.

Non siamo anche noi esuli?

“Miami Beach

Il rumore degli aerei attraversava il cielo sterminato del Distretto Federale.

Non potevo più rimanere in città.

Salii su uno di quei voli per la frontiera.

Entrai da sud e in tre giorni attraversai in autobus Texas, Louisiana, Mississippi e parte dell’Alabama, prima di sprofondare nell’imbuto della Florida.

Vidi i cieli malati.

Vidi le strade e i fast food e le remote stazioni di servizio americane.

Se segui i movimenti sulla cartina, ti sposti da ovest a est sul continente e di colpo cadi in questo buco.

La mia amica Elis mi ospitò a casa sua, un bilocale su un’isola a nord di Miami Beach.

Mi venne a prendere a Tampa, e da lì partimmo sulla sua Toyota bianca.

Da piccoli eravamo vicini di casa e adesso ci ritrovavamo lì chiusi dentro una macchina, uniti da una vita precedente, alla quale, vent’anni dopo, lei aveva deciso di essere fedele. «Puoi stare da me tutto il tempo che ti serve», disse.

All’epoca non era ancora andata a vivere con il Fanatico né lavorava in una galleria d’arte. Beveva qualche sorso di caffè e poi lo sistemava nel portabicchiere tra i sedili anteriori della macchina.

Era vestita di nero, aveva le occhiaie e portava un orologio Swatch, nero anche quello. I finestrini abbassati.

«Non voglio disturbare», dissi. «Appena ingrano mi cerco una stanza in affitto».

Elis mi guardò con diffidenza, come se qualcuno della mia stirpe non potesse ingranare o come se quell’eventualità non esistesse.

In effetti, che cosa intendevo dire?

«Certo», disse.

«Ma per adesso puoi restare a casa mia. I miei roommates ti piaceranno, vedrai».

La sua cortesia la rendeva ancor più estranea ai miei occhi.

Voglio dire, non era qualcuno che conoscessi. Ci eravamo frequentati alle elementari, nel quartiere, le nostre famiglie dovevano essersi scambiate qualche favore, niente di più.

«E tuo padre?»

«Malato», dissi.

«E tua madre?»

«Non c’è».

Non ero a mio agio su quel sedile, lontano da tutto.

Avevo il vento in faccia, e decisi di concentrarmi su quello.

Elis, una mano sul volante, l’altra sul bicchiere di caffè.

Guidava con naturalezza.

Glielo dissi, poi rimasi in silenzio per un po’.

«È la cosa che faccio più spesso: guidare», rispose. L’autostrada divideva in due la linea dell’orizzonte.

La macchina procedeva come un paio di forbici, tagliando la superficie.

A un certo punto mi spensi.

Quando Elis mi svegliò eravamo sotto casa sua.

Salimmo con l’ascensore fino all’appartamento al terzo piano a metà di un corridoio con le pareti bianche.

In fondo, le scale antincendio.”

Editore

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Autore

Carlos Manuel Álvarez ha vinto nel 2013 il Premio Calendario e nel 2017 è stato selezionato tra i 39 migliori scrittori latinoamericani sotto i quarant’anni nel progetto Bogotá39. Fondatore della rivista El Estornudo, i suoi testi di non-fiction sono stati pubblicati da testate quali The New York Times, The Washing-ton Post, BBC World, Al Jazeera, Internazionale.
In Italia ha pubblicato con Sur il romanzo Cadere nel 2020.

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