“La rosa più rossa si schiude” Liv Strömquist Fandango Libri

 

Cosa è l’amore?

Quando ci si innamora?

Quali resistenze si incontrano nell’ abbandonarsi all’altro?

“Alcuni sociologi e filosofi sostengono che il sentimento innamorarsi sia sempre meno comune.

Ma perchè?”

L’estremo narcisismo, come afferma il filosofo sudcoreano Byung Chul Han?

Liv Strömquist in “La rosa più rossa si schiude” , pubblicato da Fandango Libri, si diverte a sconsacrare l’icona del sentimento più celebrato.

Dal Simposio di Platone ai giorni nostri il graphic novel destruttura la teoria, ne mostra le zoppie, le incongruenze.

Il ruolo di internet che offrendo “la possibilità di raffigurarti sempre con qualcun altro, reale o immaginario” crea aspettative illusorie.

La necessità di capire a tutti i costi, “il processo decisionale razionale” uccide l’emozione, rende aridi e incerti.

La società del consumo costringe a cercare nel partner una perfezione inesistente,.

È divertente osservare i comportamenti maschili e femminili raccontati con brio ed intelligenza.

Tanti i suggerimenti, le provocazioni che invitano a riflettere, e ripetersi “amare dona beatitudine” come ci ricorda Kierkegaard.

E se volete che la magia amorosa duri leggete con attenzioni il decalologo che l’autrice propone.

Da regalare al compagno o alla compagnia, sfogliarlo insieme, ridere, confrontarsi e forse chissà “sperare che le ninfe che abitano le montagne e le grotte e le vie e le piazze si prendano la briga di incantarvi di nuovo, prima o poi.”

 

“Sirley” Elisa Amoruso Fandango Libri

In ‘Sirley”, pubblicato da Fandango, Nina ha una voce calda, accogliente.

I suoi passi incerti di bambina si avviano verso il mondo degli adulti incomprensibile ed attraente.

Il nuovo quartiere con palazzi senza anima, l’odore intenso di un pulito forzato della scuola, il dialetto napoletano, “una lingua spezzata e musicale insieme”, l’ostilità dei compagni: sembra il racconto fluido e senza scosse di una ragazzina qualunque.

Ma tra le righe si coglie un silenzio rappreso, come un gorgo affettivo che blocca il respiro.

I litigi dei genitori, l’esuberanza del fratellino mostrano le crepe di una famiglia traballante, asfissiata dall’infantilismo del padre e dallo scontento perenne della madre.

La normalita di una periferia senza luce viene animata dalla presenza di Sirley, compagna di scuola.

È un raggio di sole, una finestra che apre infinite possibilità.

È la rabbia e la disobbedienza, il tumulto dell’adolescenza.

È la diversità del colore della pelle, il corpo di donna, il segreto di un passato in una terra straniera.

L’attrazione diventa una scintilla che arde.

Nello scorrere dei giorni, nelle piccole avventure le due piccole provano a sperimentare l’amicizia.

Due identità così diverse  teneramente unite da qualcosa che non comprendono.

Elisa Amoruso scrive una storia pacata riuscendo ad entrare nella mente e nel cuore dei personaggi.

Le parole scelte con cura mostrano un’affabulazione misurata.

Sa circoscrivere i luoghi, gli affetti, i sentimenti.

Invita a riflettere sul nostro ruolo di educatori non sempre attenti ai cambiamenti emotivi dei nostri giovani.

Fa intravedere muri invisibili che opprimono il desiderio, che infangano la purezza spontanea dell’infanzia.

Un testo che scuote e commuove ricordando che non bisogna smettere di parlare, ascoltare, abbracciare e sorridere.

 

 

“Lontano da casa” Pinar Selek Fandango Libri

Pinar Selek, costretta all’esilio dopo anni passati nelle carceri turche, accusata di un attentato inesistente, non si è mai arresa.

La sua testimonianza, pubblicata da Fandango, è una guida per chi ancora crede nella libertà di espressione.

È un invito a sentirsi cittadini del mondo, a “saper affrontare la tempesta, sapendo che lo spazio è infinito”.

“Lontano da casa” è una riflessione sui luoghi che ci appartengono, sull’identità degli spazi fisici.

È il dolore per una patria che respira gli asfittici divieti di un potere arrogante, la voce di uomini e donne che non vogliono piegarsi.

La scrittrice è riuscita a creare una rete di “solidarietà internazione” e grazie ai suoi libri ha fatto luce sulle violenze subite.

Questa prova letteraria mantiene lo stile misurato e poetico, mai ingessato in slogan ideologici.

La vediamo con quell’unica valigia fermarsi prima in Germania, poi in Francia dove riesce ad avere la cittadinanza.

Nel suo paese rischia l’ergastolo ma questa pesante condanna non spegne la speranza e la passione. Il suo segreto è vergato in poche pagine dense di interrogativi e di certezze che vanno affiorando affrontando lo straniamento.

Ogni frase va meditata, riletta, raccontata perchè è importante seminare le parole, farle crescere e maturare nelle coscienze.

Si impara che “gli orizzonti delle frontiere” devono dilatarsi fino a congiungere idealmente popoli, idee e resilienze.

“Bisogna alzare le vele prendendo venti nuovi, cercando di ritrovare “radici, storia, passato”.

“L’oblio” Philippe Forest Fandango Libri

 

“Un mattino mi è mancata una parola.

È cominciato tutto così.

Una parola.

Ma non so quale.”

 

Nell’incipit di “L’oblio”, pubblicato da Fandango Libri, si concentra una trama labirintica dove le coordinate spazio temporali spariscono.

Lasciano il posto ad un testo visionario, immaginifico e molto poetico.

La scelta delle pause, la punteggiatura, la correlazione tra soggetto e aggettivo mostrano una sperimentazione linguistica non solo formale.

Si entra nella dimensione filosofica della memoria, protagonista e antagonista.

Pietra d’inciampo dell’esistenza, perde lo spessore mentale e diventa nube offuscata.

Ma l’assenza diventa “nuovo inizio.”

Si riparte sapendo che manca qualcosa.

“L’occhio non distingue più, tra i fenomeni, la frontiera che separa gli elementi e permette di riconoscerli.

Ogni tanto il vento cessa.

Il movimento che anima le cose si sospende”.

Mare e terra si confondono nel nulla, consistenza oleosa e distante, mentre appaiono miraggi.

Mettere, togliere, camminare e fermarsi.

È l’uomo nudo, spogliato da ogni indicazione per proseguire.

È la vertigine della solitudine.

L’isola dove i vocabolari non sono tutti uguali.

“Si descrivono solo delle frasi, mentre si crede di descrivere la realtà che esse dicono.

Per questo la realtà assomiglia a tutto, o a niente, non ha altra sostanza se non le parole che si usano per esprimerla”

L’infanzia con “il grande abecedario illustrato”, è luogo di conoscenza e di piacere nella scoperta di suoni che diventano oggetti.

Poi l’abitudine, la noia, l’atrofia dialettica.

“Avevo la sensazione di aver dimenticato di colpo tutte le regole dei giochi che si giocano in società.”

La disarmonia, il distacco da un mondo che non riesce più a fermarsi.

Impazzito e caotico disordine, dove il fonema è superfluo.

Philippe Forest è maestro nel comporre l’insieme di figure allegoriche di “diversi scenari, lasciando intravedere in trasparenza” le nostre paure.

Visita “Il palazzo della memoria”, rilegge i fallimenti del suo protagonista e cerca una strategia per superare la vertigine del non senso.

“Ricomincia lo spettacolo del mondo nelle storie in cui gli uomini e le donne sono solo comparse su una scena astratta di cui quasi non fanno parte.”

 

 

 

“Le formiche festanti” Pinar Selek Fandango

“Colori più sfumati, speranze inaridite, passeggiate interrotte, voli..”

Città di vento e di sogni, di desideri inespressi, fiochi ricordi di altri tempi.

Incontri su un treno che corre, sparizioni, nuove identità, struggimenti ardenti.

Azucena, la farfalla dalle scarpe rosse, simbolo di una libertà interiore da conquistare, eroina di un tempo strano dove per essere bisogna travestirsi.

“Le formiche festanti”, pubblicato da Fandango, è un intreccio di visioni stemperate da una simbologia frenetica.

Niente è come appare, mentre “il mondo è solo un piccolo pianeta che gira nel freddo vuoto dello spazio. Una biglia rotonda inserita nell’orbita di una stella per riscaldarsi”.

Ogni personaggio nella sua singolarità mostra l’altra parte del cielo, quella romantica e fantasiosa di fate e principi con poteri magici.

“Chi oltrepassa le frontiere, chi sostiene chi è in esilio, chi produce semi e li distribuisce gratuitamente, chi si traveste da albero per sentire la terra, chi nasconde arcobaleni perché non vengano venduti.”

Sono gli ultimi, gli esiliati, i diversi ma riempiono il loro spazio di sfumature.

I colori accesi della resistenza, la sfida a chi li vorrebbe invisibili.

Un romanzo potente, “il sogno di evadere da tutte le prigioni”.

L’invito a cercare “una pausa, una fuga, un ritorno.”

“Imparare ad amare senza giudizio, diventare leggeri.”

 

 

Agenda Letteraria del 15 febbraio 2020

 

“Soffiava una brezza leggera.

Aveva voglia di scivolare sul mare in piena notte, ma si fermò non appena vide le stelle.

Appoggiò la schiena al bordo della barca e iniziò a disegnare con gli occhi delle vele nel cielo.”

 

Pinar Selek “Le formiche festanti” Fandango

“Eichmann Dove inizia la notte” Stefano Massini Fandango Libri

“Dove comincia e perché comincia il male.

Ci sarà un momento, preciso, in cui prende forma.

O no?

Deve esserci.

Tutto ha un inizio.

Quell’ attimo impercettibile in cui si passa dal nulla al qualcosa.

È questo che cerco io, da lei.”

Le parole di Hannah Arendt sono immediate, decisive.

Impossibile fuggire di fronte a una domanda che nasce con l’uomo.

Non ci sono scorciatoie e in quella voce, che percepiamo come corale, pure le virgole scandiscono un tempo, il tempo della Verità.

“Eichmann Dove inizia la notte”, pubblicato da “Fandango Libri nel 2020, è la rappresentazione teatrale di vittima e carnefice.

Il ritmo non lascia spazio al lettore, invade il pensiero, diventa una presenza inquietante.

Non due attori in scena, ma un uomo e una donna, nella nudità estrema, quella che non conosce veli.

Si fronteggiano in un susseguirsi di battute mentre il tempo si raggela in un’eternità priva di redenzione.

 “Esistono delle responsabilità. Che stanno oltre quello che deciso io o che decide lei. Errori.”

Sei milioni di ebrei: l’umanità. Questa è Storia, una Storia che pesa come un macigno sulle coscienze.

“Dove era giusto arrivare? C’era un livello giusto? Esisteva?

Chi è veramente il gerarca nazista? Quali i passaggi che hanno messo in moto la Macchina dell’orrore?

Stefano Massini parla di libertà, di scelta, di consapevolezza.

Ci fa riflettere sul ruolo del potere, rappresentato da una divisa.

“Capire. Io lo devo a quella gente.

Devo capire per loro, perché almeno abbia un senso.”

Cala il sipario, torna il buio e due figure dalle loro distanze siderali lasciano un segno che nessuno potrà cancellare.

Nell’incontro con la razionalità prevale la conoscenza anche quando è scomoda.

Un testo lacerante ma indispensabile.

Necessario compagno per comprendere il senso della dignità e del coraggio, per non dimenticare e soprattutto per interrogarsi senza permettere al vocio confuso della massa di imporre risposte scontate.

 

 

 

 

 

Anteprime letterarie

 

“Dove comincia e perchè comincia il male.

Ci sarà un momento, preciso, in cui prende forma.

O no?

Deve esserci.

Tutto ha un inizio.

Quell’attimo

Impercettibile

In cui si passa dal nulla al qualcosa.”

“Eichmann Dove inizia la notte” un dialogo fra Hannah Arendt e Adolf Eichmann

Stefano Massini Fandango Libri

 

In libreria il 16 gennaio 2020